Stati Uniti: Nikki Haley annuncia le dimissioni da ambasciatrice americana all’Onu

(da New York) Annuncio shock per il corpo diplomatico statunitense: Nikki Haley, ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite lascerà il suo incarico entro la fine dell’anno. Il presidente Trump, in un’improvvisata conferenza stampa nello studio ovale, ha spiegato che la Haley aveva già annunciato le dimissioni sei mesi fa perché desiderava una pausa, ma ha aggiunto che le lascia la libertà di tornare nell’amministrazione quando lo desidera. Nessun commento sul successore che il presidente si riserva di scegliere tra qualche settimana. L’ambasciatrice, da parte sua, ha voluto sottolineare l’onore di ricoprire tale incarico e ha precisato che non esistono “ragioni personali” legate alle sue dimissioni, ma piuttosto la consapevolezza che era il momento di lasciare ad altri “con maggiore energia” il compito da lei svolto in questi due anni. “Sono una donna fortunata – ha spiegato – perché ho potuto guidare lo Stato che mi ha cresciuta e servire il Paese che amo così tanto. È stata una benedizione”. E di questo ha voluto ringraziare Trump, seduto al suo fianco e che più volte ha espresso i suoi apprezzamenti per il lavoro svolto. Haley era stata uno degli avversari del presidente nella corsa alla Casa Bianca e non sempre aveva sostenuto le posizioni del suo presidente come aveva spiegato qualche settimana fa in un editoriale sul “Washington post” dove diceva che nei momenti di disaccordo prendeva il telefono e lo affrontava di persona. In conferenza stampa, però, ha voluto smentire ufficialmente le voci che la vorrebbero, nuovamente, in corsa per la Casa Bianca nel 2020 insieme al vicepresidente Mike Pence.
Cruciali sono stati alcuni suoi interventi all’Onu per giustificare l’attacco alla Siria e la decisione statunitense di lasciare il Consiglio per i diritti umani, perché anti-israeliano. La Haley si è battuta, sin dal suo ingresso al Palazzo di vetro, per una riforma delle Nazioni Unite e delle sue missioni di pace e ha spinto per inasprire le sanzioni contro la Corea del Nord. Memorabile la sua velata minaccia di “prendere i nomi dei Paesi che non avrebbero sostenuto le decisioni americane”, come l’annuncio delle sanzioni contro la Russia dello scorso 15 aprile, smentito il giorno dopo dal suo stesso presidente che in una nota sottolineava “la confusione momentanea” del suo ambasciatore, mentre lei di rimando aveva dichiarato di “non essersi confusa”. Nelle ultime settimane la sua posizione era stata più defilata soprattutto dopo che il consigliere per la sicurezza nazionale, John R. Bolton, aveva annunciato che Trump avrebbe guidato una sessione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite interamente dedicata all’Iran, nonostante la Haley avesse fatto presente le proteste dei funzionari europei già particolarmente indisposti dalla decisione di lasciare l’accordo sul nucleare. Ora si attendono le prossime mosse di Trump e anche quelle del suo ex ambasciatore all’Onu per capire se la smentita della corsa alla Casa Bianca sia reale o verrà confutata dalle scelte future.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo