Sinodo 2018: Zolnova (uditrice), “i giovani hanno bisogno di qualcuno che li accompagni e li sostenga nel discernimento”

foto SIR/Marco Calvarese

“Mi chiamo Viktoria e vengo dalla Slovacchia, dall’archi-eparchia di Prešov, dove i giovani sperimentano l’amore e la cura della nostra Madre Chiesa, e dove mi occupo di pastorale giovanile da oltre 10 anni”. Nel corso della 6Congregazione generale del Sinodo, oggi pomeriggio ha preso la parola Viktòria Žolnovà, uditrice e membro del “Group leader and voluntier for youth”, esperienza attraverso cui ha sperimentato “di essere viva ed essere una parte importante della Chiesa”. La giovane ha raccontato la sua esperienza personale, passata attraverso lo studio del management aziendale e il lavoro in una piccola azienda, ma in cui poi è emersa insoddisfazione e il bisogno di cercare “nuove opportunità”. Quindi lo studio “dell’inglese e del catechismo all’estero”, uniti all’accompagnamento spirituale di un sacerdote hanno nutrito e la percezione che “Dio mi stava chiamando a qualcosa di nuovo”. Per Viktòria è nata così la consapevolezza di una “vocazione o chiamata a fare qualcosa che Dio voleva facessi in un tempo e un luogo concreti”. “Non era la chiamata che mi aspettavo”, ha continuato Viktòria “ma è stato il modo in cui Dio sceglieva di riaccendere la fiamma dei desideri del mio cuore”. Da quell’esperienza, la consapevolezza che “la vocazione e il suo discernimento non sono limitati alla vita religiosa o al matrimonio”, ma sono “un processo di tutti i giorni che si riflette nel lavoro” perché “portando avanti i miei compiti posso crescere in santità”. Per Viktòria oggi è anche chiaro che “i giovani hanno bisogno di qualcuno che li accompagni e li sostenga nel loro processo di discernimento, quando sono alla ricerca di comprendere e seguire la volontà di Dio”.

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