Sinodo 2018: Becquart (uditrice), “i giovani vogliono una Chiesa plurale e inclusiva”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il tema delle donne è arrivato molto forte dai giovani, ma anche dai vescovi”. Lo ha riferito suor Nathalie Becquart, uditrice, ex-direttrice del Servizio nazionale per l’Evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni della Conferenza episcopale di Francia, durante la conferenza stampa a conclusione della prima settimana di lavori del Sinodo sui giovani. “Per la missione della Chiesa, i giovani hanno bisogno di vedere una Chiesa dal doppio volto, fatto di uomini e di donne: una Chiesa plurale, inclusiva, che cerca di camminare insieme”. “Siamo tutti nella stessa barca, per navigare in questo mondo”, l’immagine usata dalla religiosa per descrivere il clima di “fratellanza” che caratterizza il percorso sinodale, all’insegna appunto della “sinodalità”. “In tutti gli interventi – ha proseguito – ho percepito la presenza di una Chiesa molto umile, che riconosce la sua fragilità e le sue difficoltà ed è in un percorso di conversione”. “Una Chiesa con i piedi per terra”, ha sintetizzato Becquart, “che guarda la realtà così com’è, senza paura di dare un nome ai fallimenti, all’impotenza. La macchina sinodale ha preso il largo, e i vescovi e i giovani cercano insieme il percorso”.

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