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Premio Sacharov: i finalisti sono Oleg Sentsov, 11 Ong per i migranti e Nasser Zefzafi

Oleg Sentsov, regista ucraino nato in Crimea, condannato a 20 anni di prigione in Russia e accusato di essere un terrorista e aver complottato contro il governo in Crimea; undici Ong che tutelano i diritti umani e salvano vite di migranti attraverso il Mar Mediterraneo; Nasser Zefzafi, leader di Hirak, movimento di protesta di massa nella regione del Rif in Marocco, che combatte la corruzione, l’oppressione e l’abuso di potere: sono questi i finalisti del “premio Sacharov per la libertà di pensiero” che il Parlamento europeo ogni anno elargisce a “individui e organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali”. Sarà il presidente del Parlamento Antonio Tajani, insieme ai leader dei gruppi politici, a scegliere il vincitore il 25 ottobre prossimo. Sentsov pochi giorni fa ha annunciato di aver interrotto lo sciopero della fame iniziato a maggio per evitare l’alimentazione forzata: protesta contro la sua detenzione e quella di altri 64 ucraini “prigionieri politici”. Zefrafi è stato arrestato a maggio 2017 e condannato a 20 anni di carcere per “cospirazione contro la sicurezza dello stato”. Anche lui è in sciopero per la fame. Nell’elenco delle Ong ci sono: Boat Refugee Foundation, Jugend Rettet, Lifeline Rescue Boat, Médecins Sans Frontières International, Moas, Proactiva Open Arms, Proem-Aid, Save the Children, Sea Eye, Sea Watch e Sos Mediterranée. Lo scorso anno il riconoscimento era andato all’opposizione democratica del Venezuela.

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