Europa: Tajani, “il Parlamento europeo deve essere il cuore della vita democratica dell’Unione”

“Il progetto europeo resta prioritario”, nella consapevolezza “che l’Europa deve trovare il modo di affrontare le nuove sfide” e “deve saper cambiare”. Così il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, all’inizio del suo intervento oggi alla sessione plenaria del Comitato delle Regioni, nell’ambito del dibattito sul “Futuro dell’Europa”. Di fronte ai 6.000 participanti, autorità politiche e civili sul piano locale, regionale e nazionale, che da ieri e fino all’11 ottobre partecipano a Bruxelles alla Settimana europea delle Regioni e delle Città 2018, il presidente ha indicato come il cambiamento dell’Europa debba venire prima di tutto “dall’interno”, sia cioè “compito di tutte le istituzioni europee promuoverlo, ascoltando i cittadini e partendo dalle loro opinioni”, cosa che il Comitato delle Regioni ha lanciato con l’iniziativa “Riflessioni sull’Europa”. Ne è emerso che, ha sintetizzato Tajani, i cittadini chiedono “maggiore azione europea per la lotta al terrorismo, la lotta alla disoccupazione, la migrazione, l’economia, l’occupazione, la lotta ai cambiamenti climatici e la protezione dell’ambiente”. Secondo il presidente, il primo cambiamento necessario all’Ue è “avere un bilancio politico, con risorse adeguate che riflettano le priorità degli europei”: obiettivo minimo 1.3% del Pil dell’Ue. Il secondo cambiamento “riguarda il Parlamento europeo, che deve essere il cuore della vita democratica dell’Unione” con un “diritto di iniziativa legislativa” senza il vincolo dell’unanimità che paralizza le attività, come nel caso del regolamento di Dublino.

Tajani si è soffermato anche sul “risorgere di culture che confondono l’amore per la patria con i nazionalismi e il rigetto dell’altro”, “antitesi dello spirito di armonia, solidarietà e impegno, incarnato dall’Ue”: le elezioni del maggio 2016 saranno “un’occasione per contrastare queste tendenze e per dare una sterzata al progetto europeo”, ha concluso Tajani, invitando coloro che sono più vicini al territorio “ad ascoltare le cause profonde del malessere” dei cittadini per “trovare soluzioni efficaci”, in maggiore consonanza tra Parlamento europeo e Comitato delle Regioni, istituzioni che riuniscono entrambi membri eletti dai cittadini a livello europeo, locale e regionale.

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