Sinodo 2018: mons. Jubinville (Paraguay), “la richiesta del Papa di stare in silenzio ogni cinque interventi sta producendo effetti. Colpito da testimonianza del card. Tagle”

“Abbiamo ascoltato più di cinquanta interventi, di varie realtà ecclesiali e sociali. Abbiamo toccato temi come la partecipazione nella Chiesa, l’importanza dell’accompagnamento, la questione delle migrazioni, la sessualità, l’impegno politico, la sensibilità per il creato, i valori, le sofferenze dei giovani, i loro desideri e speranze”. Così mons. Pierre Jubinville, vescovo di San Pedro (Paraguay), descrive la seconda giornata del Sinodo dei vescovi, in una nota che quotidianamente scrive per tenere i contatti con la Chiesa del Paraguay. Mons. Jubinville è stato colpito dalla richiesta del Papa di fare silenzio per tre minuti ogni cinque interventi. Una pratica che “sta producendo effetti”, perché permette di “respirare, ruminare, ricentrare l’interesse. Ci aiuta ad ascoltare realmente”.
Il vescovo si è detto toccato dall’intervento del cardinale filippino Luis Tagle, che “ha semplicemente raccontato di un incontro con un giovane povero, in occasione di un campo estivo, manifestando l’importanza dell’ascolto e della fiducia tra generazioni. Non è riuscito a terminare il suo racconto senza mettersi a piangere ricordando l’immensa fiducia che il giovane aveva posto in lui”.

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