Notizie Sir del giorno: Nobel pace, Sinodo, card. Marx su abusi, Toniolo, aborto in Irlanda, open day strutture riabilitative, mons. Barbareschi

Nobel pace: assegnato a Denis Mukwege e Nadia Murad

Nel decennale dell’adozione della risoluzione da parte del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha definito crimine di guerra l’uso della violenza sessuale nelle guerre e nei conflitti armati, il Comitato norvegese del Nobel ha voluto insignire del premio per la pace due persone che “hanno messo la loro sicurezza personale a rischio per combattere coraggiosamente questo crimine di guerra e per cercare la giustizia per le vittime”. Denis Mukwege è un medico che ha lavorato per aiutare le migliaia di vittime di violenze sessuali durante la guerra civile nella Repubblica democratica del Congo. Come spiega il Comitato, non solo ha curato le donne vittime, ma ha anche “apertamente condannato l’impunità” per queste violenze di massa e “criticato il governo congolese e degli altri Paesi” di non far abbastanza per fermare la violenza sulle donne come arma strategica. Nadia Murad invece è una vittima, una giovane donna yazide dell’Iraq settentrionale, rapita nel suo villaggio dalle milizie Isis nel 2014 e tenuta ostaggio per tre mesi, subendo ripetute violenze, come altre migliaia di ragazze appartenenti a minoranze etniche e religiose. Riuscita a scappare si è trasformata in una testimone instancabile di quelle violenze. (clicca qui)

Sinodo 2018: Ruffini, anche “castità matrimoniale” e “gender” tra i temi. Proposto “Pontificio Consiglio per i giovani”

“C’è stato anche il sesso”, e in particolare “la castità prematrimoniale e l’astinenza”, nel dibattito in corso al Sinodo. Lo ha riferito Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, durante il briefing di oggi, relativo alla terza Congregazione generale di ieri pomeriggio e alla quarta Congregazione generale di stamattina. Durante gli interventi liberi di ieri, ha riferito Ruffini, è intervenuto – tra gli altri – anche Papa Francesco. La questione dei rapporti prematrimoniali, ha spiegato Ruffini, è stata avanzata negli interventi al Sinodo “come qualcosa che rischia di far sposare i giovani prima di una maturazione consapevole del matrimonio, oppure come la causa dell’allontanamento dal sacramento o dalla Chiesa di coppie che sentono di non riuscire a vivere una vita di coppia senza avere rapporti intimi”. Interpellato dai giornalisti sull’eventuale richiesta, da parte dei padri sinodali, di modificare il divieto di rapporti prematrimoniali previsto dalla dottrina della Chiesa, Ruffini ha precisato che non c’è stata alcuna richiesta in tal senso. Tra gli interventi di ieri e di questa mattina, ha poi riferito il prefetto, hanno trovato spazio anche “la questione del gender” e del rischio dell’assenza della figura del padre e della madre, “che sono quelli che trasmettono la fede”. Tra le proposte, ha concluso Ruffini, anche quella d’istituire un Pontificio Consiglio per i giovani, sulla scia del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. (clicca qui)

Abusi: card. Marx, “diversi” interventi al Sinodo su questo tema. “Le parole di sgomento non bastano. Dobbiamo agire”

Ci sono stati già da ieri in Sinodo “diversi” interventi dedicati al tema degli abusi sessuali sui minori. A confermarlo è il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, parlando questa mattina in conferenza stampa al termine dell’inaugurazione di una licenza (master) sulla salvaguardia dei minori che è partita alla Pontificia Università Gregoriana. “Il tema – ha detto il cardinale – è presente in tutto il mondo. La Chiesa deve mostrare di essere un posto sicuro per i bambini. E i giovani vogliono una Chiesa che sia una comunità aperta, trasparente e includente”. In un comunicato scritto, diffuso ai giornalisti, il cardinale annota: “Più volte, i vescovi in Germania e in tutto il mondo hanno espresso il loro orrore e la loro vergogna per la costante rivelazione di nuovi casi di abusi sessuali e violenze fisiche. Anch’io sono senza parole per gli abominevoli crimini che i sacerdoti in particolare, ma anche altri impiegati, hanno commesso per proteggere l’istituzione della Chiesa cattolica. Vorrei essere chiaro: le parole di sgomento non bastano. Dobbiamo agire”. (clicca qui)

Giuseppe Toniolo: card. Bassetti, “ha dimostrato che si può vivere pienamente senza rinunciare alla famiglia”

“I cristiani di oggi da figure come Giuseppe Toniolo possono e debbono apprendere molti insegnamenti. Tuttavia ce n’è uno che ho ripetuto spesso in questi anni: non ci si può dividere in ‘cristiani del sociale’ o ‘cristiani della morale’. La dottrina sociale della Chiesa cattolica, pur nella sua complessità e ricchezza, è unitaria”. Lo ha affermato il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, al settimanale diocesano “L’Azione” di Vittorio Veneto, in un’intervista rilasciata in vista della sua presenza a Pieve di Soligo (Treviso) sabato e domenica, in occasione dei 100 anni dalla morte del beato Giuseppe Toniolo. “Tra le molte qualità che si possono evidenziare – spiega il porporato -, mi preme sottolinearne soprattutto due: il suo impegno ecclesiale come laico, che rappresenta ancora oggi un modello esemplare. E il suo essere, al tempo stesso, un uomo di studio e un uomo di famiglia”. (clicca qui)

Irlanda: vescovi, la proposta di legge su aborto apre “dilemmi molto reali su piano pratico e morale”. “Rispettare obiezione di coscienza”

La proposta di legge sull’aborto, di cui il Parlamento irlandese ha iniziato a discutere, apre “dilemmi molto reali sul piano pratico e morale” per il personale medico che crede nel diritto fondamentale alla vita e vede il proprio compito come un servizio, segnalano i vescovi irlandesi in una dichiarazione pubblicata oggi. La proposta di legge prevede che entro la 12ª settimana di gravidanza l’aborto possa essere indotto con i farmaci e non si fa alcun riferimento ai “farmacisti che potrebbero rifiutarsi, facendo ricorso all’obiezione di coscienza”. Quanto ai medici e gli infermieri, la proposta prevede che possano rifiutarsi di compiere un aborto ma “dovranno affidare la paziente a un collega perché pratichi l’aborto”. Questo, secondo i vescovi, “sembra rispettare la libertà di coscienza, mentre in realtà implica la collaborazione tra personale medico in ciò che si crede sinceramente arrechi danno a una paziente e tolga la vita a un altro”. Quindi la richiesta è che il rispetto dell’obiezione e della libertà di coscienza riguardi non solo il compiere l’intervento abortivo ma anche questo atto dell’affidare la paziente a un collega. (clicca qui)

Open day strutture riabilitative: don Angelelli (Cei), “non sono luoghi di segregazione. Venite a vedere cosa facciamo”

Sabato 13 ottobre si terrà l’Open day nazionale di tutte le strutture di riabilitazione cattoliche e di ispirazione cristiana che accolgono persone con disabilità mentale e fanno parte della rete Accolti.it, il progetto per l’accoglienza contro la segregazione e la cultura dello scarto lanciato la scorsa primavera dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Cei. Oltre 100 le realtà che aderiscono all’iniziativa nel corso della quale i visitatori potranno toccare con mano la cura e la professionalità degli operatori. “Sono sempre aperte – spiega in un’intervista al Sir il direttore dell’Ufficio Cei, don Massimo Angelelli – ma invitare, tutti insieme e lo stesso giorno, le persone a venire a vedere e a toccare con mano la cura e la professionalità degli operatori, la qualità del lavoro che svolgono e lo spirito con cui lo fanno è un segnale forte, un grande valore di presenza e di testimonianza. Stanno circolando strane idee secondo le quali alcune di queste nostre strutture che ospitano persone con disabilità potrebbero essere percepite come luoghi di segregazione e allora diciamo: ‘venite a vedere’ perché la conoscenza diretta abbatte barriere e precomprensioni e crea cultura e sensibilità”. (clicca qui)

Diocesi: Milano, morto mons. Giovanni Barbareschi. Giusto fra le Nazioni, fu protagonista dell’antifascismo cattolico

Si è spento nella serata di ieri, giovedì 4 ottobre, all’Istituto Palazzolo di Milano, dove era ricoverato da qualche mese, mons. Giovanni Barbareschi, sacerdote ambrosiano, tra i protagonisti dell’antifascismo cattolico, Giusto tra le nazioni e medaglia d’argento della Resistenza. Aveva 96 anni. La camera ardente, in via Statuto 4 a Milano, sarà aperta al pubblico domani, sabato 6, e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 18. Prima di essere ordinato presbitero, assieme a Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, David Maria Turoldo, Mario Apollonio e Dino Del Bo, partecipò agli incontri che portarono alla fondazione de “Il Ribelle”, giornale che “esce quando può” (26 numeri in totale). Oltre a questa attività si impegnò con le Aquile randagie e l’Oscar, per portare in salvo in Svizzera ebrei, militari alleati e ricercati politici. Il 10 agosto 1944, ancora diacono, fu incaricato dal card. Alfredo Ildefonso Schuster di andare a impartire la benedizione ai partigiani uccisi in piazzale Loreto. Tre giorni dopo, venne ordinato sacerdote e celebrò la sua prima messa il 15 agosto; la notte stessa fu arrestato dalle SS, mentre si stava preparando per accompagnare in Svizzera alcuni ebrei fuggitivi. Restò in prigione fino a quando il cardinale non ne ottenne la liberazione. (clicca qui)

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