Irlanda: vescovi, la proposta di legge su aborto apre “dilemmi molto reali su piano pratico e morale”. “Rispettare obiezione di coscienza”

La proposta di legge sull’aborto, di cui il Parlamento irlandese ha iniziato a discutere, apre “dilemmi molto reali sul piano pratico e morale” per il personale medico che crede nel diritto fondamentale alla vita e vede il proprio compito come un servizio, segnalano i vescovi irlandesi in una dichiarazione pubblicata oggi. La proposta di legge prevede che entro la 12ª settimana di gravidanza l’aborto possa essere indotto con i farmaci e non si fa alcun riferimento ai “farmacisti che potrebbero rifiutarsi, facendo ricorso all’obiezione di coscienza”. Quanto ai medici e gli infermieri, la proposta prevede che possano rifiutarsi di compiere un aborto ma “dovranno affidare la paziente a un collega perché pratichi l’aborto”. Questo, secondo i vescovi, “sembra rispettare la libertà di coscienza, mentre in realtà implica la collaborazione tra personale medico in ciò che si crede sinceramente arrechi danno a una paziente e tolga la vita a un altro”. Quindi la richiesta è che il rispetto dell’obiezione e della libertà di coscienza riguardi non solo il compiere l’intervento abortivo ma anche questo atto dell’affidare la paziente a un collega. Un riferimento che si potrebbe seguire, indicano i vescovi, è la legge della Nuova Zelanda che non prevede questo obbligo. Questa via, secondo i vescovi, mostrerebbe che il governo rispetta “la libertà di coscienza degli operatori sanitari”.

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