Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Italia, vittime e danni per il maltempo, soccorsi in azione. Usa: esercito per fermare i migranti

Italia: maltempo, sale il bilancio delle vittime e dei danni. Soccorsi in azione in metà penisola

Il maltempo flagella la penisola e il bilancio delle vittime, dei feriti e dei danni sale di ora in ora. In prima mattina si contano oggi dieci morti. I soccorritori hanno recuperato il corpo di una donna morta a Dimaro, in Val di Sole, dove è esondato il torrente Meladrio. Un vigile del fuoco volontario è morto a San Martino in Badia, in provincia di Bolzano, travolto da un albero caduto per il forte vento. Più di 5mila gli interventi compiuti dai pompieri nella giornata di ieri e proseguono oggi le attività di soccorso, chiamate da cittadini in difficoltà: per 3.500 chiamate si è trattato di alberi caduti o pericolanti, la causa principale degli incidenti mortali. Vento record si è registrato in Liguria, con la punta massima a 180 chilometri orari rilevati dall’anemometro a Marina di Loano, nel savonese. Sempre sorvegliati speciali i fiumi, soprattutto in Veneto e Friuli, ma anche in Lombardia c’è allerta. “L’Adige, il Tagliamento, il Brenta e l’Isonzo presentano grosse criticità – ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli – e per questo stiamo valutando di aprire una galleria inutilizzata da anni che ci permetterebbe di far defluire l’acqua dell’Adige verso il lago di Garda”. Preoccupa anche la situazione in provincia di Belluno, dove ci sono 110mila persone senza corrente elettrica e diversi smottamenti. Notte al buio in Toscana, per 40mila utenze. Molti i paesi isolati, per le frane che hanno ostruito le strade, soprattutto in Trentino. Problemi alla circolazione ferroviaria a Genova, per la mareggiata che ha invaso i binari. Scuole chiuse a Roma, Napoli, Genova. Venezia fa i conti con l’acqua alta; trombe d’aria sulle coste, piccoli porti colpiti dalle mareggiate. L’allarme meteo resta in vigore anche per oggi.

Stati Uniti: 5mila soldati per fermare i migranti centro americani. Trump: “è un’invasione”

Il dipartimento della difesa ha annunciato che invierà 5200 soldati alla frontiera con il Messico in vista dell’arrivo della carovana di migranti centro americani, confermando così le anticipazioni del Wall Street Journal. Il gen. Terrence O’Shaughnessy ha riferito ai reporter che 800 militari sono già in viaggio e che il resto delle truppe sarà alla frontiera entro la fine della settimana. “Questa è una invasione del nostro Paese e il nostro esercito vi sta aspettando”: ha twittato Donald Trump rivolgendosi alla carovana di migranti in marcia dal Messico verso i confini Usa. Trump – riferisce Ansa – insiste che “molti membri di gang e molte persone assai cattive sono mescolate alla carovana”. “Per favore, tornate indietro, non sarete ammessi negli Stati Uniti senza un processo legale”.

Regno Unito: Brexit, il governo cerca un accordo con l’Ue. Aumentano le firme per un nuovo referendum

Il Regno Unito è sempre alle prese con la questione Brexit: mentre governo e parlamento cercano un difficile accordo con gli altri 27 Paesi membri dell’Unione europea, ieri l’esecutivo ha rivisto al rialzo le stime del Pil e affermato che saranno creati 800mila posti di lavoro. Nel frattempo si diffondono i dubbi su una uscita favorevole ai britannici (alle famiglie, alle imprese, alla City…) e su un futuro non isolazionista. Inoltre la campagna dell’Independent per un referendum bis sulla Brexit ha raggiunto la soglia del milione di firme solo tre mesi dopo l’avvio dell’iniziativa. Il giornale aveva lanciato la campagna il 25 luglio scorso spiegando in un editoriale che il referendum del 2016 “ha dato la sovranità al popolo britannico, ora il popolo ha diritto di avere l’ultima parola”, anche sull’esito del negoziato con Bruxelles sul divorzio dall’Ue. L’idea di un secondo referendum viene ancora esclusa dal governo ma le probabilità che la May raggiunga un accordo con Bruxelles che possa essere approvato dal Parlamento sono sempre più basse e nel Paese cresce la protesta. Solo la settimana scorsa circa 700mila persone erano scese in piazza a Londra per chiedere il cosiddetto “Voto del popolo” e aderire alla “Marcia per il futuro” organizzata dall’Independent.

Terra Santa: Olp chiede al presidente Abu Mazen di sospendere ogni accordo con Israele

L’Olp ha chiesto ieri al presidente Abu Mazen di sospendere ogni accordo con Israele e di revocare il riconoscimento dello Stato ebraico fino a quando Israele non accetti uno Stato palestinese nei confini del ’67. La richiesta è stata rinnovata al termine della riunione del Consiglio centrale dell’organizzazione svoltosi a Ramallah, capitale amministrativa della Cisgiordania. Per l’Olp i palestinesi dovrebbero mettere fine “ad ogni forma” di coordinamento di sicurezza con Israele e rendere nulle numerose intese finanziarie ignorate – ha sostenuto – da Israele. L’olp ha anche sottolineato che “deve essere riconosciuto il diritto a resistere all’occupazione in tutte le maniere previste dalle leggi internazionali”. La decisione dell’Olp non è vincolante: tocca infatti ad Abu Mazen decidere se accoglierla o meno.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa