Germania: giornali e siti si concentrano sul dopo-Merkel. Nel Paese “rischio instabilità”

Digerita la notizia della decisione di Angela Merkel a non ricandidarsi alla guida della Cdu, dopo 18 anni di leadership, oggi si guarda già alla sua successione. “Ultimo rimasto nel panorama dei partiti popolari, l’Unione sta drammaticamente perdendo elettori a vantaggio di Verdi e AfD, partiti che rappresentano posizioni opposte l’una all’altra in materia di migrazione. La Cdu deve chiedersi chi in questa situazione sia la persona giusta per trovare il difficile equilibrio tra i due poli”, restando il tema delle politiche migratorie cruciale anche per il futuro politico della Germania e dell’Europa. Questa l’analisi di Frankfurter allegemeine oggi che titola “un congedo da indovinare”, ritenendo per un verso “insolito e saggio che la Merkel non s’incolli alla presidenza del partito e nemmeno alla cancelleria”, sebbene ancora non si capisca la tempistica del suo ritiro dal cancellierato. Intanto nella Cdu, “profondamente divisa”, è esplosa “una violenta discussione sulla presidenza del partito”. “Angela Merkel: fallita con successo” titola invece un’analisi del Die Zeit. “La sua politica è stata valida, ha avuto risultati, ma ha fatto anche il suo tempo. Se vengono guidati troppo a lungo, si espongono i propri sostenitori a una crisi di identità” per cui se “il tempo di Merkel è effettivamente scaduto”, per die Zeit “non è una buona notizia: è improbabile che seguirà qualcosa di meglio”.
Die Welt apre sul sito stamane con l’attenzione alla stampa internazionale che “prospetta un periodo di instabilità in Germania”; anche Spiegel on line ha un’apertura europea: “la destra europea festeggia. Macron deve preoccuparsi”. Il Tagesanzeiger commenta riguardo la “fine dell’era Merkel”, dell’ingresso dell’AfD anche nel parlamento dell’Assia dopo il voto di domenica (“adesso sono dappertutto”); del successo dei Verdi che sono cresciuti molto in Assia e Baviera, ma che nelle prossime tornate (Thüringen, Brandenburg, Sachsen) dovranno lottare per entrare in parlamento (e contro l’AfD). E poi una lettera al ministro dell’interno Horst Seehofer, leader della Csu crollata alle elezioni in Baviera quindici giorni fa: ciò che ha fatto Merkel “non sarebbe qualcosa anche per lei? Non vuole essere un leader che porta la Csu di nuovo all’offensiva? Che ne dice, per esempio, delle dimissioni?”.

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