Adolescenti: Moige, il 70% dei genitori italiani teme che il proprio figlio sia coinvolto in incidenti stradali o faccia uso di stupefacenti

Il 70% dei genitori italiani, con figli di età compresa tra i 14 e i 19 anni, ha paura che i propri figli possano essere coinvolti in un incidente stradale o che facciano uso di sostanze stupefacenti. Il dato emerge da una ricerca condotta nell’ambito del progetto “Mano al volante, occhio alla vita”, promosso dal Moige (Movimento italiano genitori) con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le politiche antidroga. La ricerca – presentata questa mattina a Roma – nasce con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’incidentalità stradale correlata all’uso di alcol e droga oltre 8mila ragazzi e 15mila tra genitori e docenti delle scuole secondarie di secondo grado di dieci Regioni italiane.
L’indagine, curata dall’Istituto Piepoli, rivela che una cattiva dinamica di gruppo è la principale colpevole dell’uso di droghe e alcol tra i giovani. A pensarlo sono i genitori (47%), ma soprattutto i non genitori (59%), che danno un peso importante anche alla possibilità di trasgredire (39%) e divertirsi (45%), ritenute cause più marginali dai genitori (entrambe al 27%), che invece attribuiscono un peso superiore alla noia (28%). Secondo 6 intervistati sui 10, inoltre, l’apertura di negozi dedicati alla vendita di cannabis legale potrebbe contribuire a incrementare la propensione dei giovani a fare utilizzo si sostanze stupefacenti. Un timore, questo, particolarmente forte tra i genitori. Come prevenire l’uso di alcol e droga tra i più giovani? Per i genitori la risposta sta in prima battuta nel buon esempio da dare ai figli, anche se pure il controllo ha un ruolo importante. Diversa l’opinione dei non genitori, che credono principalmente nel dialogo e nella responsabilizzazione dei più giovani. Famiglia e scuola sono secondo gli italiani i principali attori della lotta all’utilizzo di alcol e droghe prima di mettersi alla guida.
“Per l’opinione pubblica – afferma Livio Gigliuto, direttore Centro sud di Istituto Piepoli – lo spettro dell’uso di droghe e alcol prima di mettersi alla guida è secondo solo al grande archetipo della salute. Gli italiani credono nei figli e fanno sui giovani profezie positive, ma hanno paura delle cattive compagnie e del fattore-noia . Per genitori e non genitori italiani il controllo serve ma non basta, occorrono ascolto e fiducia, a scuola e in famiglia”.
Il progetto “Mano al volante, occhio alla vita”, prevede – attraverso kit didattici, un concorso video, materiale informativo e strumenti digitali – la promozione di una maggiore consapevolezza sul tema dell’educazione stradale e sui rischi derivanti dall’uso di alcol e droga.

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