Vescovi Sicilia: “accoglienza nella legalità e prossimità restano vie obbligate della pratica del Vangelo”

“Pur rispettando non solo la dialettica politica ma anche punti di vista dei nostri fedeli cattolici che manifestano opinioni differenti o addirittura contrarie, dovremmo sempre ribadire che l’accoglienza nella legalità e la prossimità restano vie obbligate della pratica del Vangelo”. È quanto si legge nel comunicato finale della sessione autunnale della Conferenza episcopale siciliana che si è svolta a Palermo dal 12 al 14 settembre scorsi. “Rifiutiamo perentoriamente – dicono i vescovi siciliani in una nota diffusa oggi – ogni strumentalizzazione ideologica che pretenderebbe di collocare politicamente ‘a sinistra’ o ‘a destra’ la verità del messaggio umano di Gesù, di cui vogliamo essere interpreti e testimoni, in questo momento storico che interpella le coscienze e chiede a ciascuno di operare per il bene comune, di promuovere la giustizia e la pace, di rispettare la dignità di ogni uomo”. Affrontando “il problema ecclesiale delle migrazioni”, la Conferenza episcopale sottolinea: “I migranti sono per tutti persone umane, per noi cristiani sono fratelli. Pertanto, urge che si attivino in ciascuno di noi e in particolare nelle comunità cristiane nuovi sentimenti di empatia e di immedesimazione, in nome della comune umanità, vincendo ogni indifferenza nei confronti di chi vive il disagio dell’esclusione sociale o condizioni di ingiustizie di pericolo di qualsiasi natura”. Mentre assicurano che continueranno “a riflettere per risvegliare cristianamente la coscienza del popolo di Dio”, in chiusura al documento i vescovi delle Chiese di Sicilia ribadiscono il loro impegno evangelico: “Come pastori vogliamo fare emergere il volto popolare di una ‘Chiesa in uscita’ sempre più capace di correre il rischio di impolverarsi ‘lungo le strade e in compagnia degli uomini'”.

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