Teli termici su porte chiese Lampedusa: don La Magra (parroco), “passare attraverso la sofferenza dei fratelli”

“L’oro è spesso il simbolo della gloria di Dio, quella stessa che vogliamo contemplare entrando in chiesa, ma l’oro che brilla sulle porte d’accesso ai nostri luoghi di preghiera è oggi un oro povero: è l’oro delle coperte termiche dei migranti. Ci ricorda che se vogliamo fare esperienza della gloria di Dio dobbiamo passare attraverso la sofferenza dei fratelli”. Così don Carmelo La Magra, parroco a Lampedusa, spiega la singolare iniziativa per la quale le porte della parrocchia San Gerlando e quella del Santuario della Madonna di Porto Salvo appaiono ricoperte del dorato dei teli isotermici nei quali vengono avvolti i migranti quando approdano sulla terraferma. “La porta della chiesa così ricoperta – aggiunge don La Magra – ci parla della sofferenza del povero, dello straniero, dello scartato e ci ricorda che il vero accesso all’incontro con Dio passa attraverso l’umanità”. Quella realizzata a Lampedusa in occasione della Giornata della memoria e dell’accoglienza è una installazione temporanea di  Giovanni De Gara, ed è la terza tappa di un suo progetto denominato “Eldorado”. “Si vuole dare un segno forte di accoglienza – spiega l’artista – per promuovere una riflessione profonda sulle migrazioni, sulle terre promesse e brutalmente negate, sulla aspirazione a un mondo diverso costruito oltre l’idea di confine e capace di essere nuovamente umano”.

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