Tap e Ilva: mons. Santoro, “l’attuale governo ha portato a termine due progetti del governo precedente”. Bene se c’è “creazione di lavoro”, ma “rimane aperto” aspetto sanitario e ambientale. “Vigileremo”

“L’attuale governo, in entrambi i casi, ha portato a termine due progetti già avanzati dal governo precedente”. Così mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, ha risposto alle domande di giornalisti su Tap e Ilva, durante la conferenza di presentazione degli atti della scorsa Settimana sociale, svoltasi un anno fa a Cagliari. “All’Ilva c’è stato un aumento di personale che vede garantiti 10.700 lavoratori, prima erano 10.100”, ha fatto notare l’arcivescovo entrando nel dettaglio del “piano anteriore portato a termine da questo governo”. Secondo Santoro, “è comprensibile la reazione di quei cittadini che hanno protestato contro i politici che avevano votato, i quali avevano promesso la chiusura dell’Ilva e la non apertura della Tap. È la reazione di coloro che hanno sostenuto quei candidati e ora si sentono abbandonati e traditi. Adesso c’è un grosso disagio”. “Se queste due opere producono lavoro, e un lavoro degno, allora la prospettiva è positiva”, ha commentato Santoro, ricordando che per lavoro “degno” si intende quello “in cui si rispetta la difesa della salute e della vita e, di conseguenza, l’occupazione, soprattutto giovanile”. “Esiste un malessere che è giustificato in vari settori della società, ma non fermiamoci a questo punto”, l’invito del vescovo: “Occorre valutare se si tratta di creazione di lavoro, in linea con la sostenibilità ambientale e lo sviluppo sociale. Il compito della Chiesa è fare da stimolo, come è accaduto nel passato. Vigiliamo e saremo intransigenti, come Chiesa e come società”. Santoro è entrato nel merito specifico della situazione dell’Ilva e della Tap. “In questo quadro confuso, è stato posto almeno un elemento di chiarezza”, ha fatto notare a proposito dell’Ilva, e dell’incertezza tra la chiusura o la non chiusura degli stabilimenti che ha caratterizzato il periodo dal 2012, anno in cui Santoro è diventato arcivescovo di Taranto, ad oggi: “Ad un certo punto si è ridotta l’incertezza con l’assegnazione di un nuovo acquirente. L’incertezza è finita: c’è stata l’adesione di più di 500 persone agli esodi volontari, e il referendum dei lavoratori ha registrato un’adesione enorme a favore del nuovo assetto, pari al 94%”. “Rimane tutto aperto l’aspetto del piano ambientale”, ha denunciato però il presule: “Ci sono premesse e promesse. Il fatto positivo è la copertura dei parchi minerari, che si comincia ad intravedere, ma non è l’aspetto più importante”. Rimane, infatti, “il grande interrogativo sulla salute”, con “i punti critici dell’immunità e della valutazione del danno sanitario”. Per quanto riguarda la Tap, “si è data una risposta positiva all’economia”, ha commentato Santoro: “Con la nota del premier Conte ha vinto l’economia su tutto il resto, mentre rimangono aperti i problemi sociali. È importante essere realmente intransigenti: l’aspetto più importante è la salute delle persone. Lo spazio primario va dato non al reddito, ma al lavoro”.

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