Reddito di cittadinanza: Gatti, dovrebbe chiamarsi “reddito di dignità”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Più che reddito di cittadinanza, dovrebbe chiamarsi reddito di dignità”. Lo ha proposto Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse e vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, durante la conferenza stampa di presentazione degli Atti della Settimana sociale di Cagliari, svoltasi oggi presso la Sala Marconi della Radio Vaticana. Rispondendo alle domande dei giornalisti su una delle misure annunciate dal governo, Gatti ha affermato che il reddito di cittadinanza dovrebbe configurarsi come “reddito di dignità temporaneo, finalizzato all’ingresso o al re-ingresso nel mondo del lavoro. Altrimenti si insinua l’idea che si può essere cittadini anche senza un impegno personale straordinario, più che mai necessario in questo momento storico, in cui bisogna studiare di più, formarsi di più”. Quanto ad un giudizio complessivo sulle misure economiche e finanziarie, Gatti ha fatto notare che “abbiamo solo due documenti su tre: la nota di aggiornamento al Dpef, il collegato fiscale denominato “pace fiscale”, ma non c’è ancora la bozza ufficiale della legge di bilancio 2019. Occorre leggere in maniera integrata i tre documenti, attualmente in discussione al Parlamento, prima di poter dare una valutazione”. Per quanto riguarda la legge Fornero, secondo Gatti “era necessario un lavoro di adeguamento, però bisognava partire da lì. Può essere migliorata, ma andrebbe rivista con un’ottica di lungo periodo: partirei da lì, non per smontare ma per migliorare”.

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