Mafia: Borrometi (giornalista), “oggi non sono più i mafiosi a cercare i politici ma è il contrario”

“Il livello di tracotanza che le persone mafiose hanno oggi raggiunto non è dovuto a una loro reale forza, ma è a motivo del nostro silenzio e perché vi sono professionisti e politici ad avere dato loro forza. Oggi non sono più i mafiosi a cercare i politici – ha spiegato Paolo Borrometi, intervenuto stasera a Padova – ma è il contrario, e questo dà loro un senso di onnipotenza”. E ha continuato: “È vero, la politica spesso si fa strumento della mafie, a volte in modo inconsapevole ma molte altre consapevole. E le mafie hanno compreso che invece di farsi la guerra tra loro dovevano dividersi gli affari, visto quanto la torta è enorme”. “La mafia in Veneto c’è e da tanti anni. Una delle cupole siciliane era comandata da Abano Terme. Perché il Veneto è un territorio straordinario, gente laboriosa: qui ha iniziato a investire sulle strutture ricettive, poi sulla ristorazione. Il nord dell’Italia è il luogo dove più si ricicla il denaro sporco”, ha rilevato.
Alla domanda se la liberalizzazione della droga potrebbe essere un mezzo per ridurre il potere mafioso, Borrometi ha risposto che il business delle droghe leggere è solo il 10% di quello degli stupefacenti, e che anche se si liberalizzasse la cocaina il costo delle droghe vendute dallo Stato sarebbe almeno il doppio di quello al mercato nero. Verosimilmente non sarebbe la soluzione al problema. “Quello che noi giornalisti possiamo fare per non essere corresponsabili è informare, portare a conoscenza delle persone. Per solidarizzare con me – ha concluso – l’unico modo è condividere il lavoro che come me in tanti fanno”.

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