Diocesi: mons. Mazzocato (Udine), “guarire dalla cecità del cuore che diffonde illusioni”

“Oltre al fisico, infatti, può ammalarsi la coscienza delle singole persone, la coscienza della società e di una città”. Lo ha detto l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia della Messa del “Voto cittadino”, che ha presieduto ieri nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie. Il presule ha ricordato proprio il “tradizionale Voto che la città di Udine, provata da una grave epidemia di peste, fece nel 1555 davanti alla venerata icona della Madre di Dio”. Anzi, “non solo ricordiamo quel pubblico atto di fede che unì il vescovo, le autorità civili e tutta la popolazione, ma vogliamo rinnovarlo con profonda convinzione perché riconosciamo di avere bisogno ancora dell’intercessione della Beata Vergine delle Grazie per essere guariti e preservati da nuove malattie infettive”. Il riferimento dell’arcivescovo è a “virus che non toccano tanto il corpo, ma piuttosto l’anima”. E, in particolare, a “una cecità del cuore” che causa una conseguenza: “Si diffondono opinioni e modi di vedere che sono autentiche illusioni e distorsioni create da una mente cieca”. Così mons. Mazzocato ha indicato alcuni esempi, come la teoria del gender, le unioni omosessuali e l’aborto. “Da poveri malati abbiamo bisogno di tornare al Signore, per intercessione della Vergine Maria; per essere guariti a vedere e a capire il verso senso della nostra vita; per saper distinguere con occhi buoni il bene e il male per noi, i nostri figli e tutta la società”.

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