30 anni Sir: mons. Giuliodori (Università Cattolica), “ruolo strategico per la comunicazione della Chiesa”

“Dopo i primi anni di consolidamento a servizio anche dei settimanali cattolici, il Sir è diventato davvero uno strumento preziosissimo”. Lo dice mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica e direttore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali dal 1998 al 2007, in una video-intervista per i 30 anni del Sir. A suo avviso, erano tre le finalità dell’agenzia. La prima, “dare voce e visibilità all’attività pastorale ordinaria promossa e sostenuta dalla Cei, perché purtroppo il circolo mediatico mette in evidenzia i vari fatti, i vari eventi o gli scandali e gli scoop, invece c’è un vissuto che merita di essere comunicato”. “Il Sir ha svolto e svolge egregiamente questo primo servizio di dare voce alle realtà concrete della vita pastorale della Chiesa italiana e delle realtà diocesane”. Seconda finalità, “essere al servizio dei settimanali e delle realtà comunicative della Chiesa italiana sotto diversi profili e con diversi strumenti aggiornati di volta nel tempo”. Infine, “essere una voce capace di stare nello scenario mediatico con un suo profilo e un suo ruolo”. “Con lo sviluppo del Sir – aggiunge mons. Giuliodori – altre voci che non avevano autorevolezza hanno perso peso e sono scomparse. Questo vuol dire che una comunicazione fatta bene, fatta con passione e come servizio contribuisce enormemente alla vita pastorale”. Nelle parole dell’attuale assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica, la convinzione che “il Sir ha svolto in questi decenni un ruolo strategico sotto diversi profili dando uno straordinario contributo, promuovendo anche molte professionalità e offrendo un esempio anche per quello che è e deve essere la comunicazione nella Chiesa, a servizio della comunità cristiana anche per il bene della società e degli uomini del nostro tempo”. Infine, l’augurio che al Sir di “conservare sempre lo stesso spirito, gli stessi valori per cui è nato e, nel frattempo, di sapersi inserire a pieno titolo e in modo adeguato e con modalità innovative, profetiche ed esemplari per tutto il comparto comunicativo della Chiesa in questo nuovo scenario”.

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