Unione europea: mons. Crociata (Comece), “può diventare uno strumento per superare le paure e trovare risposte ai problemi”

(Bruxelles) “L’Ue è un valore, una conquista dalla quale non è possibile tornare indietro e un bene comune da salvaguardare. Come vescovi chiediamo che siano salvaguardate le sensibilità e le esigenze dei popoli che la compongono, la loro identità culturale e religiosa specifica. Ma questo deve avvenire all’interno di un processo che sappia comporre equilibratamente cammino di unificazione e rispetto delle coscienze, delle culture e delle comunità”. Lo ha detto al Sir mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina, primo vice-presidente della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea, tracciando un bilancio della assemblea plenaria che si è chiusa ieri a Bruxelles (dal 24 ottobre). Al centro dei lavori le prossime elezioni europee di maggio 2019. L’assemblea Comece non sottovaluta il rischio dell’affermazione delle forze populiste, “il timore – spiega mons. Crociata – è che l’Europa possa essere gestita da forze che perseguono obiettivi nazionalistici. Una situazione contraddittoria che potrebbe alla lunga portare a una grave crisi dell’Ue”. Per superare questa contraddizione “è giusto che l’Ue rispetti, in uno spirito di sussidiarietà, le legittime identità e specificità nazionali. Ma questo è possibile solo se esiste una convergenza verso obiettivi comuni e il rispetto degli impegni assunti a vari livelli, non solo economici”. Per il vice presidente Comece “è intellettualmente disonesta l’azione di molti politici che semplificando e banalizzando i problemi ne danno la colpa sbrigativamente all’Europa. Al contrario convergendo in modo efficace sull’Europa – e il voto nel 2019 è vitale – l’Ue può diventare uno strumento per superare le paure e trovare risposte ai problemi”. “Come vescovi – aggiunge – sentiamo la responsabilità di cercare di interpretare l’umore dei nostri popoli che credono di trovare all’interno dei movimenti populisti e sovranisti possibili risposte alle reali difficoltà economiche, al disorientamento valoriale, al senso di paura e di minaccia che li pervade. Non si possono condannare coloro che appoggiano questi movimenti, ma è necessario comprenderli e interpretarli per portarli ad una presa di coscienza sull’importanza del cammino comune europeo. Va fatto lo sforzo di capire i problemi, le paure e il bisogno di guida e di futuro dei popoli. L’Ue non può essere solo un libro di regole da osservare ma uno strumento per rispondere a bisogni veri e soprattutto una visione di futuro e un progetto comuni”. Mons. Crociata si sofferma anche sulle migrazioni, auspicando un accordo “tra le nazioni per una gestione coordinata dell’accoglienza” e sulla Brexit, considerata “un grave danno per l’Ue e per il Regno Unito”. “La separazione sembra ormai irreversibile – ha dichiarato mons. Crociata – Non resta che auspicare per il futuro forme di relazioni tra Ue e Regno Unito tali da valorizzare reciprocamente gli interessi materiali e ideali che continuano a essere comuni”.

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