Papa Francesco: Enzo Bianchi, “è diventato un bersaglio privilegiato”

“Viviamo in uno stato di guerra in cui violenza verbale, calunnie, accuse, sembrano aumentare ogni giorno. Dobbiamo riconoscere che questa è la guerra del diavolo che porta il nome di divisore, accusatore, mentitore”. Lo scrive il fondatore della Comunità di Bose, Enzo Bianchi, nel numero di novembre di “Vita pastorale” anticipato al Sir, in cui dedica un approfondimento sul momento attraversato dal pontificato di Francesco. Parlando di “una guerra combattuta da cattolici contro altri cattolici”, Enzo Bianchi rileva “calunnie, pettegolezzi, chiacchiere che vogliono diffamare, colpire e delegittimare chi esercita un’autorità nella Chiesa”. “In questa guerra lo stesso Papa Francesco è diventato un bersaglio privilegiato. Critiche verso gli ultimi papi si erano già levate, ma Francesco viene delegittimato, è sospettato di non essere fedele alla tradizione cattolica, di essere ripiegato sulla mondanità imperante, di annacquare la fede secondo le attese del mondo”. Quindi, il fondatore della Comunità di Bose osserva come “il Papa non si difende”, ma “chiede ai cattolici di vigilare di fronte a questo agire diabolico che vuole provocare divisione, scisma, contrapposizione all’interno della Chiesa, chiede di pregare”.

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