Papa Francesco: discorso di chiusura, “la Chiesa non va sporcata!”. Oggi “accusazione continua” che “diventa persecuzione”, “è un momento difficile, è il momento di difendere la Madre”

(Foto Vatican Media/SIR)

“La Chiesa non va sporcata! I figli sì, siamo sporchi tutti, ma la madre no”. È il monito, a braccio, del Papa, che ha concluso il suo discorso di chiusura del Sinodo dei vescovi sui giovani, pronunciato interamente a braccio, con un’analisi del momento presente, e difficile, che sta vivendo la Chiesa. “È il momento di difendere la Madre, e la Madre la si difende con la preghiera e la penitenza”, ha affermato Francesco: “Per questo ho chiesto di pregare il Rosario, la Madonna, san Michele Arcangelo”. “È un momento difficile – l’analisi del Papa – perché l’accusatore, tramite noi, attacca la Madre, e la mamma non la si tocca”. “Lo Spirito Santo ci regala questo documento”, ha detto a proposito della “Santa Madre Chiesa”. “Gli ultimi tre numeri sulla santità fanno vedere cos’è la Chiesa”, ha rivelato Francesco: “La nostra Madre è santa, ma noi figli siamo peccatori. Siamo peccatori tutti”. Poi il Papa ha esortato a “non dimenticare” l’espressione “casta meretrix”, usata dai padri della Chiesa: “La Chiesa Santa, madre santa, con i figli peccatori”. “È a causa dei nostri peccati sempre il grande accusatore che profitta, che gira, gira”, ha denunciato Francesco citando il terzo capitolo di Giobbe: “In questo momento ci sta accusando forte e questa accusa diventa persecuzione”, come avviene per i cristiani d’Oriente e per “il popolo suo perseguitato in tante altre parti”. E questa persecuzione, ha ammonito il Papa, “diventa anche un altro tipo di persecuzione, una ‘accusazione’ continua per sporcare la Chiesa”.

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