Diocesi: mons. Fumagalli (Viterbo), “conversione pastorale in ascolto dei giovani” al centro delle indicazioni per il nuovo anno

Uno stile sinodale, una “conversione pastorale” in ascolto delle istanze dell’intera comunità e soprattutto di chi non frequenta le parrocchie, un costante discernimento: sono le linee di metodo che il vescovo di Viterbo, mons. Lino Fumagalli, pone al centro delle indicazioni pastorali per il 2018-2019. L’icona biblica di riferimento è la chiamata dei primi discepoli nel racconto al capitolo 1 del Vangelo di Giovanni, che viene trasposto dal vescovo di Viterbo nella realtà giovanile di oggi. È “importante far sentire i giovani accolti ed amati, farli sentire una risorsa fondamentale e non un problema per la Chiesa” scrive mons. Fumagalli. E aggiunge: “Si avvicinano e rispondono con grande generosità, quando vengono chiamati a dare un concreto aiuto agli altri”, nella dinamica fondamentale per l’educazione del “passaggio dal ricevere al donare”. Accompagnare i giovani in questo percorso è compito di tutta la comunità ecclesiale: “Educare all’incontro personale con Cristo, all’interno di una Comunità vivente che è la Chiesa, è l’impegno di ogni Parrocchia, l’impegno di tutte le famiglie parrocchiali”. A loro volta i giovani, secondo mons. Fumagalli, possono divenire “discepoli-missionari”, con una grande forza attrattiva per tutti gli ambienti in cui vivono. Un intero capitolo del documento è dedicato alle vocazioni di speciale consacrazione, al cui discernimento sono chiamate a collaborare parrocchie, comunità religiose e associazioni attraverso la preghiera e proposte formative mirate (esercizi spirituali, lectio, campi scuola…).

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