Colombia: seminario internazionale sulla Laudato Si’. Il teologo Galli, “Francesco e Paolo VI due Papi riformatori”

“Sia Paolo VI sia Papa Francesco hanno in comune il loro essere Papi riformatori. Il primo ha portato avanti le riforme nell’immediato Post-Concilio e Francesco dice di aver voluto mover – smuovere, animare – la Chiesa Cattolica per realizzare le riforme che ancora restano da fare del Concilio Vaticano II. Certo, i Pontefici riformatori provocano reazioni e anche rifiuti”. Lo spiega al Sir padre Carlos Galli, argentino, decano della Facoltà di Teologia della Universidad Catolica de Argentina (Uca) di Buenos Aires e membro della Commissione teologica internazionale, tra i teologi più vicini a Papa Francesco, a margine del seminario internazionale “Critica al paradigma tecnocratico e il suo superamento secondo l’enciclica Laudato Si’”, organizzato dalla Pontificia Università Javeriana di Bogotá dal 22 al 24 ottobre, in collaborazione con l’Organizzazione delle Università cattoliche dell’America Latina (Oducal).
Secondo Galli, “entrambi questi due Papi invitano all’audacia nel cambiare le cose conosciute e stabilite e per questo ci sono reazioni ‘affettive’ di paura e di incertezza. In secondo luogo, essi mettono in discussione le forme di esercizio del potere e di organizzazione strutturale della Chiesa, ma le mentalità più conservatrici tendono ad afferrarsi a questo potere. In terzo luogo, oggi il messaggio sociale di Papa Francesco, come il messaggio sociale di Paolo VI, produce reazioni in coloro che vogliono mantenere un certo ordine mondiale. Così come hanno messo in discussione Paolo VI per la sua enciclica Populorum Progressio, anche gli attuali centri di potere criticano Francesco per il suo messaggio sociale e soprattutto per l’enciclica Laudato Si’”.
Padre Carlos Galli commenta anche la canonizzazione di mons. Romero, avvenuta lo scorso 14 ottobre: “Sia Papa Francesco sia mons. Romero appartengono alla Chiesa e alla cultura dell’America Latina. Entrambi riflettono Gesù, con il suo amore, e la carità pastorale, che dev’essere la cosa più importante di un sacerdote”.
In apertura del seminario padre Jorge Pelaez Piedrahita, rettore dell’Università Javeriana, ha spiegato che il convengo di questi giorni si propone, a partire dall’invito di Papa Francesco, “di esplorare, attraverso il dialogo interdisciplinare e il rigore scientifico, le opportunità e le forme praticabili che possano propiziare trasformazioni profonde nell’interazione tra Stato, mercato e società civile”, con l’obiettivo di raggiungere “un autentico sviuppo umano integrale sostenibile a livello planetario”.

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