Corruzione: Civico97-Transparency International-Riparte il futuro, “solo 16 Comuni su 115 in grado di identificare casi al loro interno”

Nel 2017, 99 Comuni italiani su 115 (l’86% del totale) non hanno rilevato nemmeno un evento corruttivo. È quanto emerge dallo studio “L’anticorruzione nei Comuni italiani”, presentato da Civico97, Transparency International Italia e Riparte il futuro in vista della XXXV Assemblea Anci che si svolgerà da domani a Rimini. L’analisi valuta le Relazioni dei responsabili anticorruzione negli anni 2015-2017 in 115 Comuni capoluoghi di Provincia. Secondo Transparency International Italia quelloche emerge è un “dato” che “suona però strano di fronte ai casi raccontati dai media nello stesso anno. Questi, infatti, riportano numerose e diverse vicende di corruzione, di cui le Relazioni non contengono traccia”. “Tuttavia – prosegue la nota – il dato delle Relazioni risulta viziato dalla mancanza di una definizione precisa e condivisa di cosa sia un ‘evento corruttivo’, in merito al quale Anac non ha dato indicazioni precise agli enti pubblici”. Dallo studio emerge inoltre che l’85,2% delle Amministrazioni monitorate (98 su 115) non ha raccolto – sempre nel corso dell’anno 2017 – alcuna segnalazione di corruzione da parte dei dipendenti dei Comuni e delle società partecipate, segnando un calo del 10% rispetto ai dati rilevati nel 2016.
“A tal riguardo – viene sottolineato nella nota – le tre associazioni anticorruzione evidenziano come vi sia ancora una inequivocabile difficoltà a segnalare gli illeciti con i mezzi attualmente a disposizione per la tutela dei whistleblower”.
Per Davide Del Monte, direttore esecutivo di Transparency International Italia, “gli enti pubblici devono adottare quanto prima dei sistemi informatici di segnalazione in grado di garantire la sicurezza e l’anonimato del segnalante”. “Purtroppo – aggiunge – viviamo in un Paese in cui chi segnala un caso di corruzione è ancora identificato come lo spione, viene discriminato e rischia addirittura il posto di lavoro. Per questo bisogna utilizzare tutti i mezzi necessari per difendere queste persone e la loro identità”.
Il rapporto mette anche in evidenza come il tema del conflitto di interessi rimane uno dei più problematici: solo il 42% degli enti locali monitorati presenta infatti un sistema di rotazione dei dipendenti per prevenire questo rischio, e solo il 43% delle grandi amministrazioni ha definito regole chiare di inconferibilità per i dirigenti in conflitto d’interessi.

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