Siria: Staffan de Mistura si è dimesso da inviato speciale Onu. I 15 membri del Consiglio di sicurezza sceglieranno il successore

(da New York) Staffan de Mistura, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Siria, ha annunciato le sue dimissioni, giovedì scorso durante la seduta del Consiglio di sicurezza dell’Onu. De Mistura ha motivato la sua scelta parlando di “ragioni puramente personali” e ha ringraziato il segretario generale per “il suo sostegno costante e il suo saggio consiglio sulla materia”. Il diplomatico italo-svedese da quattro anni e quattro mesi segue i negoziati siriani, dopo che il suo predecessore si era dimesso definendoli “una missione impossibile”. De Mistura lascerà l’incarico agli inizi di dicembre, ma fino alla fine ha assicurato che sosterrà i negoziati per favorire gli accordi su una nuova Costituzione. La prossima settimana si recherà a Damasco su invito di Assad e il diplomatico continuerà a tessere relazioni e valutare disponibilità tra tutti gli attori in campo per consentire al Comitato costituzionale di cominciare i suoi lavori e per ridiscutere i compiti del gruppo di lavoro “sulla liberazione dei detenuti, dei rapiti, sull’identificazione delle persone scomparse e sulla riconsegna dei cadaveri”. “Molte, molte persone in Siria lo stanno aspettando” ha aggiunto precisando che, intanto, il governo siriano si è rifiutato di accogliere una delegazione di 50 membri delle Nazioni Unite, esperti del territorio e delle sue politiche. Tra i successi sull’irto terreno di guerra è da annoverare l’accordo d’intesa tra Turchia e Russia per garantire assistenza umanitaria alla città di Idlib, mentre rimangono in bilico gli accordi siglati ad Astana, uno dei suoi maggiori cavalli di battaglia. Certo è che le sue dimissioni complicheranno la “road map” per la pace, che trova tra i maggiori delatori anche i membri del Consiglio di sicurezza. L’agenzia Afp, intanto, ha annunciato che tra i possibili successori ci potrebbero essere il coordinatore del processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, e l’inviato speciale per l’Iraq, Jan Kubic: la parola finale però spetterà ai 15 membri del Consiglio di sicurezza.

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