Tsunami Indonesia: Boulierac (Unicef), “paura per l’impatto del terremoto su 1 milione di bambini nel Sulawesi centrale”

L’Unicef è “preoccupato per la sicurezza di migliaia di bambini in seguito allo tsunami a che si è abbattuto sul Sulawesi, a solo un mese di distanza dal disastro che ha colpito Lombok uccidendo 550 persone e causandone lo sfollamento di altre 340.000. Siamo preoccupati non solo per la sicurezza dei bambini a Palu, ma anche nella città di Donggala e altre comunità ancora tagliate fuori dall’assistenza umanitaria. È importante comprendere che questa emergenza sta colpendo una popolazione vulnerabile e soprattutto i bambini vulnerabili”. È quanto dichiara Christophe Boulierac, portavoce dell’Unicef a Ginevra.
Nella regione del Sulawesi centrale, “il 41% dei bambini nella regione soffre di malnutrizione cronica o ha ritardi nello sviluppo” e “il 43% dei bambini vive in povertà”. Inoltre “il disastro ha interrotto la campagna nazionale di vaccinazione contro morbillo e rosolia di quest’anno, che era in corso nel Sulawesi centrale da agosto. La copertura vaccinale attuale nella città di Palu è meno del 49%, a Donggala è al 75%”. Si teme siano state colpite oltre 1.000 scuole, con un impatto diretto sull’istruzione di oltre 142.000 studenti nel Sulawesi centrale. Gli operatori dell’Unicef sono anche “particolarmente preoccupati per il probabile aumento del numero di bambini separati” dai genitori, “dato il numero di morti, che ha raggiunto i 1.234 finora”.
“L’Unicef – prosegue la nota – in Indonesia, in collaborazione con il governo, sta facendo tutto il possibile per rispondere a questa emergenza” e “stando alle valutazioni iniziali con i partner sul campo, nell’immediato i bisogni delle persone comprendono evacuazione e gestione dei feriti, servizi medici e sanitari, compresi i servizi di orientamento, servizi per l’acqua e igienico sanitari, fornitura di generi alimentari e non e rifugi di emergenza”.
È stata attivata una campagna donazioni per aiutare i bambini colpiti dallo tsunami in Indonesia.

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