Formazione e lavoro: ricerca Cnos-Fap/Noviter, “nel 2017 le Regioni hanno speso oltre 1 miliardo per misure di politica attiva e 830 milioni per formazione”

Nel 2017, l’impegno complessivo da parte delle Regioni italiane in tema di formazione e politiche attive del lavoro è stato pari a 1.876.205.674 euro. Oltre 1 miliardo è stato destinato a politiche attive del lavoro (Pal) a fronte di 830 milioni di euro per la formazione. È il dato che emerge dal Rapporto 2018 “Politiche della formazione professionale e del lavoro – Analisi ragionata degli interventi regionali” di Cnos-Fap e Noviter, presentato questa mattina nella Biblioteca del Senato, a Roma. Si tratta di “una svolta interessante”, commentano gli estensori dello studio, perché “per la prima volta l’investimento sulle politiche attive del lavoro supera quello sulla formazione professionale”. La ricerca analizza 238 bandi regionali di cui 129 relativi alle politiche formative e 108 sulle politiche attive del lavoro pubblicati nel 2017 da 19 Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano a cui si aggiunge un bando sperimentale di Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro). “Lo spaccato dell’Italia – si legge in una nota – non è omogeneo ed è altamente frammentato”.
Dallo studio emerge poi che “quando le Regioni attivano linee di finanziamento per la pura formazione, lo fanno in larga parte in relazione a sistemi formalizzati e strutturati” con “una concentrazione delle linee di finanziamento che rafforza i sistemi ed evita frammentazioni e parcellizzazione delle policy” mentre “assistiamo a una estrema parcellizzazione delle politiche attive del lavoro la cui attuazione è, nella gran parte dei casi, frammentata in molti avvisi, spesso con uno stanziamento economico ridotto, in diversi casi con la previsione di uno specifico micro target di intervento e mono azione”.
Tra le misure e i servizi che compongono gli interventi di politica attiva, quelli più ricorrenti sono stati i tirocini extracurricolari (21%), la formazione mirata all’inserimento lavorativo (19%), l’orientamento specialistico (19%)e l’accompagnamento al lavoro (17%).

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