Diocesi: mons. Leuzzi (Teramo-Atri) ai giovani, “non fidarti di quanti promettono successo e notorietà. Sarai famoso solo se scoprirai di essere conosciuto dal Crocifisso”

All’inizio del nuovo anno pastorale, alla vigilia del Sinodo dei vescovi e come augurio per un buon anno scolastico, anno accademico e una buona ripresa delle attività lavorative dei gruppi ecclesiali, mons. Lorenzo Leuzzi ha inviato ai giovani della diocesi di Teramo-Atri la consueta lettera mensile a loro indirizzata, ricordando l’importanza del momento che si sta per vivere, sottolineata a livello diocesano con il “pellegrinaggio della Croce” in tutte le parrocchie, iniziato domenica scorsa e che si concluderà nel maggio 2020 in occasione del centenario della canonizzazione di san Gabriele dell’Addolorata, patrono dei giovani.
“Pensando a voi mi chiedevo se per voi giovani la Croce avesse ancora un senso. Perché fare festa per il suo arrivo?”, la riflessione che il vescovo Leuzzi propone, invitando a superare la semplice idea che questa rappresenti un rifugio nei momenti di difficoltà, “la Croce non è il segno della consolazione, ma della scoperta della mia grandezza. La Croce viene incontro a te, nella tua Parrocchia, per dirti che sei grande!”.
Una grandezza che arriva dalla conoscenza del Cristo crocefisso che supera l’illusione mondana, “Non fidarti di quanti ti promettono successo e notorietà. Sarai famoso solo se scoprirai di essere conosciuto dal Crocifisso”, le parole di mons. Leuzzi che invita tutti ad essere amati per quello che ognuno è. Un amore “senza utilità” che rappresenta lo “scandalo della Croce”, cioè di colui il quale “ti ama così come sei!”. “Aspettalo, non fuggire!”, l’esortazione del vescovo di Teramo-Atri affinché i giovani si arrendano “di fronte all’amore che ci rivela la Croce!” per poter cambiare la propria vita e quella del mondo. “È l’amore che ti ricorda e ti accompagna perché tu sia sempre qualcuno e non qualcosa”.

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