Società: Volpi (statistico), “per rimettere in moto la demografia bisogna ripensare il tema dell’individualismo”

Per dare una svolta ad una società caratterizzata dalla denatalità e “rimettere in moto la demografia”, occorre “accorciare i percorsi educativi e professionali, creare un mercato del lavoro per i giovani dove siano chiari i criteri di accesso e rivedere i meccanismi di un ascensore sociale troppo lento”. Ne è convinto Roberto Volpi, saggista e statistico, per il quale bisogna “mettere l’individuo in condizione di raggiungere le proprie tappe in modo rapido così che la famiglia possa essere una prospettiva”. Intervenendo al Seminario di studio “Un cuore largo. La provocazione del figlio unico”, promosso dal Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, Volpi si è soffermato sul tema dell’individualismo, invitando a “non relegarlo tra i fenomeni da combattere e da estirpare, ma a ripensarlo alla luce della società odierna post-moderna, affollata, complessa, dove senza una dose di individualismo diventa difficile trovare una collocazione propria”. Soprattutto oggi che “la famiglia non è più il coronamento della vita della donna, ma una scelta” e in cui si assiste ad un aumento dei single over 25 (passati dal 10 per cento della popolazione nel 91 al 20 per cento oggi), per ritornare ad una “vitalità demografica” non bastano “le misure prese finora, come i bonus bebè”. Per Volpi occorre infatti “cercare di fare in modo che l’individualismo arrivi ai suoi traguardi in tempi più stretti così che la persona possa guardare alla famiglia”.

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