Sinodo 2018: mons. Zuppi (Bologna), “serve una pastorale per i cattolici omosessuali”

foto SIR/Marco Calvarese

“È una questione pastorale e, come tale, dovrebbe essere trattata: quando diventa ideologica diventa tutto più complesso”: è quanto ha detto l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, nel corso del briefing quotidiano del Sinodo sui giovani. Interpellato in merito alla prefazione, da lui scritta, della versione italiana del libro del gesuita statunitense James Martin, “Un ponte da costruire”, dedicato al dialogo e alla conoscenza tra le persone omosessuali e la Chiesa, mons. Zuppi ha ribadito che “serve una pastorale per i cattolici omosessuali. È una questione pastorale che riguarda molte persone, che bisogna vedere nelle diverse situazioni e che non è per nulla attuale. Lo testimonia il fatto che il gruppo di omosessuali cattolici di Bologna ha più di trent’anni. A mio avviso – ha affermato l’arcivescovo – è una questione pastorale, e come tale credo vada trattata: quando diventa ideologica diventa più complessa ed è meglio lasciarla da parte”. Riferendosi ai lavori del Sinodo mons. Zuppi ha rivelato che uno dei punti maggiormente toccati dai vescovi è stato quella della missione della Chiesa: “La Chiesa – ha spiegato – parla con tutti, e vuole arrivare a tutti. Nessuno è escluso dal dialogo, come ricorda il Papa, superando dei confini che poi si ricreano subito. La linea è quella della comunione, fondamentale perché può permettere alla Chiesa di rispondere alle tante domande cui deve far fronte. Se noi sogniamo, i giovani sognano. Il problema dei giovani riguarda tutta la Chiesa, è importante per capire quale Chiesa vogliamo essere. Se saremo in grado di sognare e di guardare con convinzione al futuro anche per i giovani si apriranno prospettive e la Chiesa non sarà qualcosa di distante e incomprensibile ma qualcosa di cui i giovani possono essere protagonisti”.

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