Sinodo 2018: card. Souraphiel (Addis Abeba), “accogliere lo straniero è un obbligo cristiano, chiudere le porte non lo è”

“Dove sono finite le radici cristiane dell’Europa?”: è la provocazione lanciata dall’arcivescovo di Addis Abeba, card. Berhaneyesus Demerew Souraphiel, durante il briefing quotidiano del Sinodo dei vescovi sui giovani in corso in Vaticano. Parlando sui giovani che migrano a causa di “guerre, sfruttamento, corruzione e movimenti di liberazione che parteggiano per l’una o l’altra parte”, il cardinale ha ribadito: “Accogliere lo straniero è un obbligo cristiano, chiudere le porte non lo è: di fronte alle frontiere chiuse alle persone che fuggono da fame e guerra, mi chiedo dove sono le radici cristiane dell’Europa. In Europa ci sono Paesi che hanno dato esempio di accoglienza ma c’è anche chi ha chiuso i confini. Perché? Se accadesse all’Europa di avere bisogno?”. Il porporato ha sottolineato che il suo Paese, l’Etiopia, accoglie al suo interno un milione di rifugiati e ha puntato l’indice contro “il traffico di armi e le multinazionali” che si accaparrano materie prime “spazzando via interi villaggi e popolazioni per poi sfruttarne la terra. La Chiesa resta al fianco di questi popoli”. Nel suo intervento al briefing il card. Souraphiel ha ricordato che “l’80% dei migranti, che sono giovani, non arrivano in Europa ma si muovono da un Paese africano all’altro e che nel mondo oggi ci sono 40 milioni di schiavi”.

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