Mensa Lodi: Asgi e Naga, “aggiustamenti confusi, illogici e inadeguati”. L’azione giudiziaria proseguirà

Gli aggiustamenti della delibera della giunta comunale di Lodi al contestato regolamento che esclude i bambini stranieri dal servizio mensa sono “confusi”, “illogici”, “inadeguati”, “pura e inutile vessazione”. “Siamo alla totale distorsione dell’azione amministrativa, con violazione dei più elementari principi di correttezza, trasparenza e certezza del diritto”. Il “presunto aggiustamento” dimostra che la tesi “propugnata sin dall’inizio dall’Amministrazione” è “in contrasto con la legge nazionale che regola l’accesso alle prestazioni” e finisce “per travisare le regole base della convivenza e dell’azione pubblica”. Lo affermano in una nota congiunta Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) e Naga, promotrici del ricorso su cui si pronuncerà il Tribunale di Milano il 6 novembre, annunciando che insisteranno “nell’azione giudiziaria facendo valere anche il diritto alla parità di trattamento tra italiani e stranieri che costituisce principio essenziale per la costruzione di una società più giusta, inclusiva e coesa”. Secondo Asgi e Naga “le ragioni di diritto fatte valere con il ricorso non trovano risposta nelle modifiche introdotte: rimane infatti la illegittima pretesa del Comune di chiedere solo ai cittadini stranieri documentazione aggiuntiva rispetto ai criteri di accertamento del bisogno e del reddito che sono invece previsti dal Dpcm 159/13 in modo eguale per italiani e stranieri e in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”. Tra le illogicità “il termine di 18 mesi di validità della certificazione fissato in modo del tutto arbitrario e incerto”; “non vi è alcuna certezza che le rappresentanze diplomatiche intendano rilasciare le dichiarazioni di impossibilità o di ‘parzialità’ delle dichiarazioni di impossidenza”, per cui “il migrante viene onerato di un documento che non ha nessuna efficacia ai fini di accertare la effettiva condizione reddituale in patria e costituisce quindi pura e inutile vessazione”. Inoltre, “clamorosamente illogico è che i Paesi ‘in stato di belligeranza’ per i quali si darebbe comunque corso alla richiesta debbano essere accertati dal funzionario comunale mediante verifica presso i ‘Ministeri competenti'”.

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