Mafie: Libera, per 2/3 italiani vittime sono “esempio per nuove generazioni”. Occorre “costruire memoria collettiva”

Per il 33,4% degli italiani, la memoria delle vittime di mafia ha soprattutto funzione “di esempio per le nuove generazioni (33,4%) e di promozione dell’impegno civile antimafia (22,9%)”. I più giovani evidenziano in misura superiore alla media “il ruolo di conforto ed espressione di solidarietà alle famiglie delle vittime (22,3% vs 13,4% della media)” e “i rispondenti del Sud esprimono maggiore attenzione al riscatto del Meridione e alla necessità di offrire modelli positivi ai giovani”. Sono alcuni dati contenuti nell’indagine “Liberaidee. Rapporto sulla percezione e la presenza delle mafie e della corruzione in Italia” presentata oggi a Roma da Libera. Secondo l’associazione, queste risposte “interrogano l’azione di Libera e il suo costante lavoro per la costruzione di una memoria collettiva antimafia che parta dalla storia dei singoli e approdi alla conoscenza della Storia e alla difesa della Carta costituzionale”. Importanti “il ruolo di esempio (testimoniale da parte dei familiari) e di solidarietà alle famiglie”. Per quanto riguarda le fonti d’informazione sui fenomeni mafiosi, l’indagine rivela che il 20,5% del campione ritiene il giornalismo d’inchiesta il mezzo più adeguato, seguito da televisione (18,3%), cinema (16,3%) lezioni nelle aule scolastiche e universitarie (14,9%). Solo il 6,4% usa internet (in particolare gli under 25), percentuale che scende al 4,3% riferendosi ai social network. “Importante – secondo i curatori dell’indagine – riuscire ad intercettare e usare tutti questi strumenti per riuscire ad arrivare a quanta più audience possibile”.

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