Mafie: Libera, non violente e “nascoste dietro circolazione denaro”. Per 80% italiani beni confiscati sono “risorsa per territorio”

Secondo l’indagine “Liberaidee. Rapporto sulla percezione e la presenza delle mafie e della corruzione in Italia” presentata oggi a Roma dall’associazione Libera, l’assenza di violenza omicida ha consentito alle mafie “di nascondersi dietro la circolazione del denaro”. Tra le attività principali delle mafie, gli intervistati indicano traffico di stupefacenti (59%), turbativa di appalti (27,9%) lavoro irregolare (24,5%), estorsione (23%), corruzione dei funzionari pubblici (21,5%), riciclaggio di denaro (20,6%) sfruttamento della prostituzione (20,0%). Nella loro opinione la mafia toglie soprattutto libertà (37,8%), giustizia(30,9%), sicurezza (30%) e fiducia nelle istituzioni(23,4%). Quanto ai beni confiscati, circa i due terzi del campione sa che vengono dati in uso per fini istituzionali o sociali; di questi, poco meno della metà è in possesso di informazioni precise. Nella grande maggioranza dei casi – oltre otto su dieci – i beni confiscati sono percepiti come risorsa per il territorio, capace di portare benefici all’intera comunità locale. Secondo i rispondenti, dovrebbero essere destinati in misura prioritaria a cooperative orientate all’inserimento lavorativo dei giovani (31%), alla realizzazione di luoghi pubblici di aggregazione e di educazione alla cittadinanza (23,5%) e a progetti di volontariato e di promozione sociale (18%). “Se molto lavoro è stato fatto dall’entrata in vigore della legge 109/96 – affermano i curatori dell’indagine -, è evidente che c’è ancora un pezzo di strada da fare sia con gli studenti, sia con gli adulti, per far sì che tutti i cittadini conoscano la portata del bene confiscato come risorsa economica e simbolica del proprio territorio”.

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