Mafie e corruzione: don Ciotti (Libera), “oggi capro espiatorio sono migranti e così attenzione su altri problemi passa in secondo piano”

“Oggi il capro espiatorio sono i migranti e così l’attenzione su altri problemi, come mafie e corruzione, passa in secondo piano”. Lo afferma don Luigi Ciotti, presidente nazionale dell’associazione Libera, intervenendo alla presentazione oggi a Roma del rapporto “Liberaidee, la ricerca sulla percezione e la presenza di mafie e corruzione”.  Nel sottolineare che “le mafie si collocano e si mimetizzano all’interno dell’area grigia, prodotta dalla commistione tra le due aree della legalità e dell’illegalità”, Ciotti annuncia il progetto Idee in viaggio: “Andremo in tutte le regioni ad ascoltare e a mordere le coscienze, un viaggio che durerà molti mesi”. Dopo avere espresso gratitudine per “il gruppo di lavoro contro la corruzione voluto dal Papa in Vaticano” e per “l’impegno della Chiesa italiana”, don Ciotti ritorna ai migranti. “Una società forte accoglie e riconosce le fragilità; una società che invece alza muri e semplifica – ammonisce – allontana la fragilità degli altri per non riconoscere la propria”. Oltre a corruzione e mafie, secondo il fondatore di Libera non si possono ignorare “il disagio che ha le sue radici nella disgregazione del legame sociale, dall’emergere di solitudini e fragilità, ma è anche legato a fratture dell’anima”, e “le paure che attraversano il Paese”. A partire dalla “solitudine che invade una società frantumata; dalla paura del cambiamento e delle incognite del futuro; della povertà”, e qui don Ciotti ricorda la presenza in Italia di “1 milione 200mila bambini poveri, segno di un sistema che non protegge più le persone”.

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