Famiglia: mons. Sequeri (Pont. Ist. Teologico), “siamo passati dal desiderio del figlio al figlio del desiderio”

“Dopo l’avvento dell’emancipazione sessuale di sé e dei suoi sommovimenti, ci siamo impegnati a riflettere sul rapporto tra il desiderio del figlio e il figlio del desiderio, che sembra essere la nuova figura della generazione oggi”. Lo ha evidenziato mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, introducendo i lavori del seminario di studio “Un cuore largo. La provocazione del figlio unico”. Occorre soffermarsi, ha detto, sul “rapporto che c’è tra il figlio inteso come oggetto del desiderio di realizzare sé stessi e il figlio come ingombro di realizzare sé stessi”. Siamo di fronte al “compromesso, alla ritirata nei confronti dell’equilibrio tra cura di sé e generazione?”, si è chiesto mons. Sequeri che ha introdotto la necessità di concentrarsi su un argomento “delicato ed intrigante” come quello del figlio unico non “con lo scopo di elaborare modelli astratti ma di indagare sui riflessi di questa esperienza”. Anche perché, ha osservato il preside del Pontificio Istituto Teologico, “senza un’esperienza della fraternità reale, quella cioè della generazione e della famiglia che ha figli, pure la fraternità simbolica che nutre il legame sociale perde il sostegno” sia “nell’esercizio all’interno dell’ordine primario degli affetti che all’esterno”.

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