Fake news: Auser, da Torino la proposta di una campagna di alfabetizzazione mediatica per contrastarle in rete

Per limitare i danni del caos in rete e della diffusione di notizie false, più di regole, algoritmi e fact-checking, molto può fare la cultura. Una sorta di alfabetizzazione mediatica che renda i cittadini vigili, attenti e consapevoli. Ne è convinta l’Auser che, in occasione del convegno nazionale “Chi dà retta alle sirene? Informazione e disinformazione nell’era del web e dei social” in svolgimento a Torino, lancia l’idea di una grande campagna di alfabetizzazione mediatica tra i soci e i cittadini, soprattutto i più anziani, sul tema dell’informazione e della disinformazione. L’obiettivo è quello di aiutare a “sapere con quali obiettivi la disinformazione si crea e si diffonde, imparare ad approfondire criticamente le notizie e i messaggi provenienti dalla rete, conoscere le tecniche di manipolazione che possono circolare sui social” mettendo in campo “iniziative, laboratori, corsi e tutto ciò che possa contribuire ad alzare le difese delle persone, creando con il tempo una sorta di vaccinazione”.
L’ultima indagine Ocse-Piaac conferma che l’Italia è al penultimo posto in Europa con il 28% della popolazione composta di analfabeti funzionali, cioè persone che non sanno comprendere e interpretare la realtà che li circonda e le informazioni a cui sono esposti. Fra gli over 55 la percentuale sale ad un preoccupante 41%. “Spetta in primo luogo alle istituzioni, a tutti i livelli, intervenire con politiche mirate, che affrontino insieme il problema più generale dell’analfabetismo funzionale e di quello mediatico”, ha sottolineato Patrizia Mattioli, di Auser nazionale, nella sua relazione introduttiva. Sottolineando però che “anche Auser può fare molto, così come altri enti del Terzo settore che si occupano di cultura e di apprendimento”, Mattioli ha affermato che “è urgente e necessario promuovere a livello sociale una sorta di alfabetizzazione mediatica diffusa, che coinvolga i cittadini e li faccia riflettere su quanto sta avvenendo, fornire le conoscenze necessarie per suscitare dubbi e favorirne la capacità critica”. L’Auser è favorevole ad interventi regolatori dell’Unione europea e degli Stati membri, oltre che all’attività di verifica delle informazioni da parte di esperti capaci di smascherare inganni e manipolazioni e denunciarli pubblicamente, “ma la società civile – conclude la nota – può avere un ruolo determinante”.
I lavori del convegno nazionale proseguono per l’intera giornata odierna e nella mattinata di domani.

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