Diocesi: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “intrattenimento intellettuale sia straordinaria occasione di inclusione sociale”

Si intitola “Vino nuovo in otri nuovi” la lettera che mons. Antonio Caiazzo indirizza all’arcidiocesi di Matera in vista del Sinodo diocesano del 2019. Due sottotitoli chiariscono l’interpretazione che l’arcivescovo dà al versetto al capitolo 5 del Vangelo di Luca del titolo: “La Chiesa che siamo, la Chiesa che vogliamo” e “Per una Chiesa missionaria guidata dallo Spirito”. Il testo, che viene consegnato alla comunità oggi durante l’Assemblea diocesana, parla di una giustizia basata sulla misericordia e la libertà proposte dal Vangelo. “Come Chiesa di Matera-Irsina – scrive – abbiamo bisogno di dotarci di ‘otri nuovi’, accogliendo il ‘vino nuovo’. Il nuovo è Gesù Cristo, il Vangelo, la buona notizia, da riprendere e gustare, riproposto nella sua attualità all’uomo d’oggi”. La lettera di mons. Caiazzo riprende il cammino sinodale svolto dall’arcidiocesi per tracciare le linee di impegno dei prossimi mesi: purificare la pietà popolare, raggiungere i giovani e gli anziani, verificare il cammino di gruppi e associazioni nello stile della correzione fraterna, fondare l’annuncio sull’ascolto e l’accompagnamento delle persone. Gli atteggiamenti trasversali dovranno essere: preghiera, fedeltà, responsabilità, partecipazione attiva, franchezza, discernimento. In questo contesto, la parrocchia “è chiamata ad essere sempre più ‘popolare’: in mezzo alle case abitate da battezzati e non”. Un passaggio chiave è quello in cui l’arcivescovo di Matera invita sacerdoti, religiosi, laici ad essere “uomini d’amore, innamorati del Vangelo, e non uomini d’onore” per non ridurre il Vangelo a precetti di condanna. Non manca infine il riferimento a Matera Capitale europea della cultura 2019, a cui la Chiesa locale contribuisce proponendo “una Cultura della Carità, capace di fare dell’intrattenimento intellettuale una straordinaria occasione di inclusione sociale”.

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