Colombia: associazioni e ong italiane scrivono a Mattarella per visita presidente Duque a Roma, “preoccupati per diritti umani e ambientali”

Alcune associazioni italiane che lavorano per la difesa dei diritti umani e ambientali in Colombia hanno scritto oggi una lettera aperta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della visita del presidente della Colombia, il neoeletto Iván Duque Márquez, il prossimo 22 ottobre a Roma. La lettera chiede l’attenzione del presidente Mattarella sul crescente numero di omicidi e minacce verso difensori e difensore dei diritti umani in Colombia: una preoccupazione condivisa anche dalle tante organizzazioni colombiane, in prima linea per la difesa del processo di pace in corso. Le organizzazioni firmatarie sono Amnesty International, Yaku, Operazione Colomba-Comunità Papa Giovanni XXII, Rete italiana Colombia Vive e Terra Nuova – appartenenti alla piattaforma In Difesa Di. “Il nostro Paese – si legge nella lettera – da tempo è impegnato in prima linea nei negoziati di pace tra governo colombiano ed Eln, in un clima di crescente minaccia per organizzazioni sociali e leader comunitari da parte di formazioni neo-paramilitari. A questo impegno di sostegno ai processi di pace si aggiunge ora la recente nomina dell’Italia al Consiglio per i diritti umani dell’Onu per il triennio 2019-2021. L’Italia ha infatti qualificato la sua candidatura con alcuni impegni precisi, tra cui la protezione e il sostegno ai difensori dei diritti umani, il dialogo con la società civile e il sostegno al lavoro del relatore speciale Onu sui difensori dei diritti umani Michel Forst, che ha avuto occasione di visitare il nostro Paese in visita accademica nel maggio dello scorso anno”. L’Unione europea e l’Italia stessa si sono spese per la buona riuscita degli Accordi sottoscritti dal precedente Governo colombiano lo scorso gennaio.
Proseguono i firmatari: “Ci rivolgiamo a Lei per sottoporre alla Sua attenzione la nostra preoccupazione, condivisa con le organizzazioni della società civile colombiana, in particolare per quanto concerne il crescente numero di omicidi e minacce verso difensori e difensore dei diritti umani. Vorremmo inoltre trasmetterLe l’esperienza della Comunità di pace di San José de Apartadò, nota internazionalmente come laboratorio sperimentale di pace dal basso, che si trova oggi ad avere più che mai bisogno del sostegno delle più alte Istituzioni dello Stato”.

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