America centrale: carovana migranti honduregni troverà in Messico le frontiere aperte. Vescovi, “lavorare per soluzione congiunta”

Punta già a Messico la carovana degli almeno 3.500 migranti centroamericani (in gran parte honduregni, ma via via si stanno aggiungendo anche guatemaltechi) che si propone di raggiungere gli Stati Uniti, dopo essere partita nel fine settimana da San Pedro Sula, in Honduras.
Il governatore del Chiapas, lo Stato più meridionale del Messico, ha annunciato ieri che non sbarrerà il cammino alla carovana quando giungerà al confine. “Noi – ha detto – abbiamo una politica di rispetto per i diritti umani dei migranti e di porte aperte. Sette centri di accoglienza straordinari saranno allestiti nella provincia di Soconusco.
Sempre ieri, la Conferenza episcopale messicana (Cem) ha preso posizione attraverso una lettera aperta agli organi istituzionali preposti, scritta da mons. Guillermo Ortiz Mondragón, vescovo di Cuautitlán e incaricato per la Dimensione della mobilità umana, nell’ambito della Pastorale sociale dell’episcopato messicano. Nel testo si invoca una “soluzione congiunta” di accoglienza, in modo conforme alla legge messicana sulla migrazione, che prevede il libero transito delle persone.
Mons. Mondragón chiede “di proteggere questi fratelli, tra i quali arrivano bambini, donne, intere famiglie, giovani e adulti”. L’esperienza insegna, fa presente il vescovo, che in questi casi i capi della carovana non si rivolgono alle Case del migrante, ma bussano a caso, per esempio a parrocchie che non hanno i mezzi per soccorrerli e, soprattutto, per curare i bambini che presentano problemi di tipo gastrointestinale, o persone con problemi ai piedi e alle articolazioni. Da qui l’insistenza per “un’azione congiunta, che permetta di accogliere e proteggere i nostri fratelli migranti e soprattutto di fare attenzione perché non cadano in mano a persone senza scrupoli che si approfittano in molti modi: tratta di persone, schiavitù lavorativa, il pagamento di ingenti somme per condurli a destinazione, e altri”.

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