Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Riace, revocati i domiciliari a Lucano. Telefonata Conte-Juncker su manovra

Migranti: revocati domiciliari a Lucano, ma divieto dimora a Riace

Il tribunale del riesame di Reggio Calabria ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per il sindaco di Riace, Domenico Lucano, che torna così libero. È stata dunque accolta parzialmente la richiesta dei legali di Lucano che resta sospeso dall’incarico di sindaco. La misura emessa dal Gip di Locri, che lo scorso 2 ottobre aveva stabilito gli arresti domiciliari, è stata sostituita con quella del divieto di dimora nel Comune di Riace. Lucano resta indagato per vari reati tra cui favoreggiamento di immigrazione clandestina e illecito affidamento dei servizi della raccolta differenziata.

Manovra: scontro Ue-Italia, in serata telefonata tra Conte e Juncker

“Una telefonata cordiale”, quella intercorsa nella serata di ieri tra il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker e il premier Giuseppe Conte, giunta al termine di una giornata durante la quale sull’asse Bruxelles-Roma non sono mancate scintille riguardo i contenuti della manovra varata dal governo italiano. A Juncker – che aveva fatto notare che “se accettassimo il derapage”, lo scostamento previsto dalla manovra rispetto alle regole Ue, “alcuni Paesi ci coprirebbero di ingiurie con l’accusa di essere troppo flessibili con l’Italia”, avevano risposto i vicepremier Salvini e Di Maio contrattaccando con toni accesi. Nel corso del colloquio telefonico, Conte ha ribadito al presidente della Commissione Ue la bontà delle scelte fatte in una manovra “solida e ben strutturata”. Rispetto al deficit programmato al 2,4% per il 2019, che garantisce crescita economica e sviluppo sociale, questo è destinato a rientrare già nel biennio successivo. Il premier italiano sarà da questa sera a Bruxelles per il Consiglio europeo: anche se l’ordine del giorno non lo prevede, sarà comunque una prima occasione nella quale Conte potrà cercare di convincere istituzioni e partner europei sull’efficacia della manovra varata.

Caso Cucchi: oggi dal ministro Trenta la sorella Ilaria e il comandante generale Nistri. Minacce al legale del carabiniere Tedesco

È in programma per le 19 di oggi, mercoledì 17 ottobre, presso Palazzo Baracchini a Roma, l’incontro tra il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, il suo avvocato Fabio Anselmo e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri. Intanto il legale di Francesco Tedesco, il carabiniere che ha accusato due commilitoni e coimputati del pestaggio di Stefano Cucchi, ha ricevuto minacce di morte che ha prontamente denunciato in Procura. In una telefonata anonima, forse preregistrata, al legale Eugenio Pini è stato fatto riferimento al giudice Rosario Livatino, ucciso nel 1990 dalla mafia: “Lei sa chi mi ricorda? Rosario Livatino”, ha detto una voce dall’accento siciliano. “La seguirò, non solo spiritualmente”.

Medio Oriente: un palestinese morto per i raid israeliani dopo il razzo lanciato da Gaza su Beer Sheva

Nessun ferito ma molta paura e alcune persone sotto shock per il razzo sparato dalla Striscia di Gaza che ha colpito una casa a Beer Sheva, nel sud di Israele. A seguito dell’esplosione il municipio di Beer Sheva ha stabilito che per la giornata di oggi tutte le scuole della città rimangano chiuse. Un secondo razzo lanciato da Gaza sarebbe caduto in mare, al largo di un’importante città israeliana. In un clima che vede inasprirsi le tensioni con Hamas, non si è fatta attendere la reazione di Israele. Oltre alla chiusura dei valichi di Erez (persone) e Kerem Shalom (merci) con Gaza, ordinata dal ministro della Difesa, Avigdor Lieberman, l’aviazione israeliana ha effettuato un raid con aerei da combattimento per colpire “obiettivi terroristici” a Gaza come ha riferito il portavoce militare israeliano. Il ministero della sanità di Gaza ha comunicato che un palestinese è morto negli attacchi a Beit Hanoun nel nord di Gaza mentre sono almeno tre le persone ferite a Rafah, nel sud della Striscia.

Stati Uniti: il carcere di Guantanamo resterà aperto per altri 25 anni

Barack Obama nel 2009 aveva promesso di chiuderlo e invece il campo di prigionia di Guantanamo, struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale sull’isola di Cuba, resterà aperta per almeno 25 anni. Ad annunciarlo è stato John Ring, responsabile della struttura dove vengono detenuti i terroristi e dove sono reclusi i prigionieri accusati di essere coinvolti negli attentati dell’11 settembre 2001. Il presidente statunitense Trump, lo scorso gennaio, aveva deciso di non chiudere Guantanamo nonostante alcune settimane prima un esperto dell’Onu, Nils Melzer, avesse detto che le torture nel centro di detenzione fossero continuate.

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