Povertà: Mattarella, “piaga inaccettabile”. “Ciascun Paese raddoppi gli sforzi per porre fine a malnutrizione, emarginazione sociale, malattia”

“Desidero esprimere il mio apprezzamento a coloro che si battono per liberare il mondo da una piaga inaccettabile per il nostro tempo, ancora contrassegnato da squilibri planetari”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 26° anniversario della Giornata delle Nazioni Unite dedicata alla lotta alla povertà. In una dichiarazione diffusa dal Quirinale, il Capo dello Stato rileva che “la povertà globale continua a decrescere; sempre più individui si sono visti garantire l’accesso a fonti d’acqua; un maggior numero di bambini frequenta le scuole primarie; infine una serie di investimenti mirati alla lotta contro la malaria, l’aids e la tubercolosi hanno salvato migliaia di uomini e donne”. “Tutto questo – osserva il presidente – lascia, tuttavia, inalterata la dimensione di una sfida che riguarda lo stesso destino futuro dell’umanità, con nuove e vecchie piaghe che si affacciano”.
Per Mattarella, “è indispensabile, in questo senso, che ciascun Paese raddoppi i propri sforzi per porre fine alla malnutrizione, all’emarginazione sociale, alla malattia, contribuendo a dare migliori prospettive a quanti sono più esposti alle epidemie e alle calamità, agli effetti del cambiamento climatico, ai più deboli, alle donne e ai bambini”. “Nella stessa Europa le disuguaglianze si sono approfondite e la forbice sociale si è ampliata”, ammonisce il Capo dello Stato, aggiungendo che “in Italia sia i casi di povertà assoluta, sia i casi di povertà relativa sono aumentati”. “Per questo è indispensabile, a tutti i livelli, continuare con politiche di sostegno a quanti vivono in povertà o vi sono fortemente esposti. Gli interventi – conclude Mattarella – devono avere la capacità di tradursi in un investimento sulle persone, sulle loro abilità e la loro formazione, al fine di promuovere un percorso di crescita individuale e di evitare che la povertà si traduca in crescente marginalità sociale”.

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