Povertà: Caritas, il bisogno ha tante dimensioni e spesso si sovrappongono

In linea con gli anni precedenti, nell’analisi dei bisogni di chi si rivolge ai centri di ascolto spiccano anche per il 2017 i casi di povertà economica (78,4%), seguiti dai problemi di occupazione (54,0%) e dai problemi abitativi (26,7%), in aumento rispetto al 2016. All’interno di questa categoria si nota un evidente incremento, dal 44,3% al 52,5%, della situazione di chi è privo di un’abitazione. E’ il quadro che emerge dal Rapporto 2018 della Caritas italiana su povertà e politiche di contrasto.
Alle difficoltà di ordine materiale seguono altre forme di vulnerabilità che in molti casi si associano alle prime: problemi familiari (14,2%), difficoltà legate alla salute (12,8%) o alle migrazioni (12,5%). Su 100 persone quasi 40 hanno manifestato tre o più ambiti di difficoltà. Solo il 36,5% ha espresso difficoltà riferite ad una sola dimensione di bisogno (percentuale in calo rispetto all’anno precedente). Le situazioni più frequenti di sovrapposizione di bisogni sono quelle in cui si combinano povertà e disagio lavorativo. Tuttavia il 46,1% degli utenti non dichiara problemi occupazionali e c’è un 4,2% che si è rivolto ai centri per problematiche di tipo non economico (malattia mentale, separazione, morte di un congiunto, difficoltà nell’assistenza di familiari, problemi di giustizia). Le richieste più frequenti restano comunque quelle relative a beni e servizi materiali (62,1%), in crescita rispetto al 2016, e così pure gli interventi e le risposte (62,9%). Tra questi prevalgono le distribuzioni di pacchi viveri, di vestiario e l’erogazione di pasti alla mensa. Nel 2017 sono stati realizzati circa 2 milioni 600mila interventi, in lieve diminuzione rispetto al 2016.

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