Diocesi: Gaeta, domenica la Giornata del buon gioco contro la piaga dell’azzardo

“Insieme per dire che l’azzardo è una dipendenza” è il tema della Giornata del buon gioco, in programma domenica al lido La perla di Gaeta (Lt), promossa dall’arcidiocesi di Gaeta tramite Caritas e Consulta delle aggregazioni laicali, dal Comune di Gaeta, dal Presidio Sud-Pontino di Libera. “Il gioco d’azzardo è un dramma, una patologia. I cittadini pensano che si possa smettere, ma non è così”, spiega al Sir Carlo Tucciello, segretario della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali. “Bisogna favorire una cultura della relazionalità, contro una solitudine in cui c’è spazio solo per la slot machine”, aggiunge.
Dopo i saluti istituzionali, interverrà Gianni Forte, neurobiologo delle dipendenze, che spiegherà come gli effetti dell’azzardo sono analoghi a quelli della droga. Sarà una giornata di festa, con musica e uno stand del Circolo degli Scacchisti del Golfo che coinvolgerà la piazza in una dinamica di gioco buono.
L’iniziativa nasce dall’impegno del Tavolo di lavoro contro l’azzardo, a cui partecipano i promotori della giornata insieme alla Chiesa avventista del settimo giorno di Gaeta. “Vogliamo fare pressing sulle amministrazioni per ridurre orari di gioco e aumentare la distanza dai luoghi sensibili, imporre divieto assoluto di ingresso ai minorenni, promuovere campagne pubblicitarie sul rischio del gioco”, afferma ancora Carlo Tucciello, che è anche coordinatore del Tavolo di lavoro. “Le amministrazioni stanno rispondendo bene: toccano con mano questo dramma, perché il dipendente che perde tutto si rivolge ai servizi sociali oltre che alla Caritas”.
Secondo i dati del Gruppo editoriale Gedi, la media della giocata pro capite nei Comuni della diocesi di Gaeta è stata di 900 euro nel 2016, il doppio della media nazionale. E questo, nonostante siano realtà con reddito più basso rispetto al resto del Paese.

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