Caso Cucchi: Trenta (ministro Difesa), “dobbiamo chiedere scusa in tanti, perché sono tanti quelli che avrebbero potuto vedere e che non hanno visto”

“Credo che dobbiamo chiedere scusa in tanti, perché c’è stata un po’ di disattenzione. Sono tanti quelli che avrebbero potuto vedere e che non hanno visto. Per tutto questo dobbiamo chiedere scusa. Ovviamente come membro del governo debbo chiedere scusa se c’è stata una parte delle istituzioni che non ha visto”. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, al termine dell’incontro che ha avuto questa sera con Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il suo avvocato Fabio Anselmo e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri. Un incontro che il ministro ha definito “un momento emozionate, in cui io rappresentante delle istituzioni mi sono sentita direttamente coinvolta”. La Trenta ha fatto ricorso a due parole per sintetizzare il senso dell’incontro, che ha fortemente voluto: “rispetto” e “unità”. “Rispetto – ha spiegato – per il dolore della famiglia Cucchi, per il calvario che ha vissuto. Ma rispetto anche per l’Arma dei Carabinieri e per tutti i carabinieri che ogni giorno garantiscono la nostra sicurezza”. E poi “unità, perché quando c’è scollamento fra le istituzioni e la società civile, quando si crea una sfiducia fra le istituzioni e la società civile la colpa è un po’ anche della politica. Credo fortemente nel dialogo e credo che la politica debba avere il compito di unire e non di dividere, soprattutto in questo momento”.

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