Card. Pappalardo: mons. Lorefice (Palermo), “araldo dell’arcidiocesi, tenace e lungimirante padre fondatore della Facoltà teologica di Sicilia”

“Far vedere ad altri Gesù: fu questa la sua intenzione più profonda nel pensare, volere e realizzare una fucina di ricerca e di formazione teologica, come pastore e maestro della sua Chiesa dallo sguardo lungimirante su tutte le chiese di Sicilia”. Così mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, oggi pomeriggio in cattedrale, ricordando con tutti i vescovi di Sicilia il card. Salvatore Pappalardo, compianto arcivescovo di Palermo e per tanti anni presidente della Conferenza episcopale siciliana. Una solenne concelebrazione eucaristica ne ha fatto memoria nel centenario della sua nascita, scegliendo non il 23 settembre, che è la data dei suoi natali, ma quella della sua nomina a vescovo di Palermo, voluta da Paolo VI proprio il 17 ottobre 1970. In chiusura alla sessione straordinaria di lavoro della Conferenza episcopale siciliana e inaugurando l’anno accademico della Facoltà teologica di Sicilia, mons. Lorefice, che ne è anche gran cancelliere, ha parlato del card. Pappalardo definendolo “araldo dell’arcidiocesi, tenace e lungimirante padre fondatore della Facoltà teologica di Sicilia”. Il suo “far vedere Gesù” è, secondo l’arcivescovo, “la motivazione che eredita ogni docente che sale sulla cattedra e ogni studente che siede tra i banchi. Questa la ragione ultima – ha detto durante l’omelia in cattedrale – per cui esiste questa nostra Facoltà teologica: vedere e far vedere Gesù, conoscerlo e farlo conoscere, in questo nostro tempo, attenti al magistero della storia e degli uomini e delle donne di oggi”. Della Facoltà teologica lo stesso Pappalardo, nel 1984, disse: “La finalità è a servizio dell’opera di evangelizzazione delle Chiese di Sicilia particolarmente impegnata sul piano dell’inculturazione della fede e della catechesi nell’Isola”. Legando, così, la passione culturale che ha caratterizzato l’attività pastorale del card. Pappalardo e la sua aderenza concreta alla vita, mons. Lorefice ha concluso: “La ricerca porta alla conoscenza e la conoscenza apre le porte alla fede, alla relazione con Colui che si è trovato: la Verità crocifissa. La conoscenza spinge, urge la testimonianza, urge la parola e l’azione. Una sapienza che si fa dono, un sapere che si fa condivisione, incontro, dialogo”.

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