Alcolismo: Eurispes/Enpam, 435mila morti in 10 anni per patologie correlate, incidenti, omicidi, suicidi. Il 15% ha iniziato tra 11 e 13 anni

L’alcol rappresenta il primo fattore di rischio per la salute in Europa, dopo il fumo e l’ipertensione. Nei paesi dell’Unione, il consumo annuo pro capite è stimato a 9 litri. L’Italia supera nettamente la media mondiale di un consumatore di alcol su tre: il 60% degli italiani, infatti, consuma una o più dosi di alcol al giorno. Nel nostro Paese si contano 8,6 milioni di consumatori a rischio, 2,5 milioni dei quali anziani e 1,5 milioni adolescenti. Sono alcuni dati del Rapporto “Indagine sull’alcolismo in Italia. Tre percorsi di ricerca”, elaborato nell’ambito delle attività dell’Osservatorio permanente Eurispes/Enpam su Salute, legalità e previdenza, diffuso oggi  e che ha coinvolto giovani studenti, adolescenti, cittadini e operatori sanitari. Secondo l’Osservatorio nazionale Alcol-Cneps dell’Istituto superiore di sanità, i consumatori “dannosi”, che presentano problemi di salute conseguenti al consumo di alcol, sarebbero circa 700mila. Attraverso l’analisi e l’incrocio di diverse fonti statistiche, Eurispes ed Enpam hanno calcolato i decessi causati dall’alcol in Italia negli ultimi 10 anni: 435mila morti dal 2008 al 2017 per patologie alcol-correlate, incidenti stradali, incidenti sul lavoro, incidenti domestici e omicidi o suicidi legati allo stato di alterazione psicofisica. Di questi, 296.500 sono uomini, 139mila donne. A bere più “spesso” sono i giovani: tre su dieci nella fascia 18-24enni, il 23% tra i 25-34enni. Le differenze tra i due sessi sono sempre più sottili, anche se rimane più alto il numero delle donne astemie (28,1% contro il 10,5%). Tuttavia, è la precocità del debutto alcolico l’aspetto più preoccupante che emerge dalla ricerca. Il 15,8% ha bevuto il primo bicchiere tra gli 11 e i 13 anni, e tra i maschi la percentuale sale al 20,5%.

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