Sinodo 2018: relazioni Circoli minori, più attenzione a “single” e omosessuali

(Foto Vatican Media/SIR)

“La vocazione divina della persona è divenire figli adottivi del Padre in Cristo. E questa vocazione s’indirizza a ogni persona umana, sempre e dappertutto”. È quanto si legge nella relazione del Circolo francofono moderato da mons. Bertrand Lacombe, uno dei 14 Circoli minori che hanno “fatto il punto”, al Sinodo sui giovani in corso Vaticano, sulla seconda parte dell’Instrumentum laboris, dedicata al discernimento e all’accompagnamento vocazionale delle nuove generazioni. “Ci sembra che non si possa dire che le persone che vivono sole non abbiano una vocazione o rifiutano la vocazione”, il rilievo di mons. Gaspar Beby Gneba, relatore del Circolo citato: “Si tratta per loro di vivere nella loro condizione la pienezza del dono di sé e la perfezione del servizio evangelico nella Chiesa e nel mondo”. Della condizione dei “single” si occupa anche il Circolo ispanico moderato dal card. Oscar Andres Rodríguez Maradiaga, attraverso il relatore, card. José Luis Lacunza Maestrojuan. “È un tema complesso – fa notare quest’ultimo – nel quale bisogna discernere se si tratta di un fenomeno sociologico o vocazionale, se si assume per scelta o per semplice comodità, se è una missione di servizio agli altri o egoismo puro”. “In qualunque forma, si deve avere una parola di incoraggiamento a coloro che hanno scelto questa opzione, molti dei quali sono vicini alla Chiesa”, la raccomandazione dei membri del Circolo minore, che all’interno del discernimento e della pastorale vocazionale esortano a chiedersi anche “come comportarsi con gli omosessuali, che non possono restare fuori dalla nostra pastorale”.

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