Papa Francesco: ai seminaristi lombardi, “siate pastori della gente, non ‘chierici di Stato’. Il clericalismo una perversione della Chiesa”

foto SIR/Marco Calvarese

“Chiesa in uscita, come Gesù ha voluto: ‘Andate, predicate il Vangelo, andate…’. Non ‘Chiesa in passeggiata’! Forse a volte in qualche piano pastorale facciamo confusione, che cosa sia andare in uscita, incontro alle persone, e che cosa sia fare una bella passeggiata e poi rimanere dove sto. Questo è importante: l’uscita non è un’avventura, è un mandato del Signore, è una vocazione, è un impegno”. Lo ha detto Papa Francesco, rispondendo sabato scorso ai seminaristi lombardi, ricevuti in udienza. La trascrizione di domande è risposte è stata pubblicata oggi sul Bollettino della Sala Stampa vaticana.
In questo mondo così secolarizzato, ma lo era anche al tempo di Gesù, seppure in forme diverse, dobbiamo “fare lo stesso di Gesù: vicinanza. Vicinanza a Dio, vicinanza alla gente, vicinanza al popolo di Dio”. Per questo, ha chiarito il Pontefice, “a me piace dire che voi dovete essere preti del popolo di Dio, cioè pastori di popoli, pastori della gente, e non ‘chierici di Stato’, perché Gesù bastonava forte il clericalismo del suo tempo: gli scribi, i farisei, i dottori della legge…, molto forte”. Secondo il Santo Padre, “il clericalismo è una perversione della Chiesa. Quando si vede un giovane prete tutto centrato su se stesso, che pensa a fare carriera, questo è più dalla parte dei farisei e sadducei che dalla parte di Gesù. Questa è la verità”. Invece, “tu, quando vedi un prete che prega, che sta con i bambini, insegna la catechesi, che celebra la Messa con la sua comunità, che sa i nomi della gente perché si avvicina, alla fine della Messa va e saluta uno e l’altro: ‘Come stai? E la famiglia?…’. Questa è la vicinanza che aveva Gesù”. E Francesco ha raccontato: “Una volta ho sentito uno – di qua, uno che lavora in Vaticano… perché ce ne sono santi, qui dentro, ci sono santi! –, che mi diceva che era stato parroco un tempo e conosceva il nome di tutti, anche il nome dei cani! Questa è la vicinanza di un prete, un prete santo, ma con la santità ordinaria alla quale siamo chiamati tutti. Vicinanza al popolo e vicinanza a Dio nella preghiera. Il prete che si affanna troppo nell’organizzazione delle cose e perde un po’ questa vicinanza si allontana dall’ideale sacerdotale di Gesù”. Allora, “l’atteggiamento più concreto di Gesù è l’incontro: incontrare la gente, la vicinanza. Vicinanza pastorale. E anche fra voi, vicinanza presbiterale…”.

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