Papa Francesco: ai seminaristi lombardi, “la celebrazione liturgica a volte sembra una veglia funebre!”. Serve “un’omelia di 8 minuti e ben preparata”

(Foto Vatican Media/SIR)

“La celebrazione liturgica è un atto di adorazione, un atto di partecipazione alla passione, morte e risurrezione di Gesù, lo sappiamo tutti. È un atto di lode a Dio, di gioia spirituale. Ma tante volte sembra una veglia funebre!”. Lo ha denunciato Papa Francesco, rispondendo, sabato scorso, alle domande dei seminaristi lombardi (oggi è stata diffusa la trascrizione di domande e risposte dalla Sala Stampa vaticana). Per il Pontefice, è lì che “dobbiamo aiutare i preti. E voi che sarete preti, per favore, non annoiate la gente. C’era un’abitudine – non so se ancora qui si fa –: quando incominciava la predica, tanti uscivano a fumare una sigaretta. La predica noiosa. La predica è l’omelia: deve toccare il cuore. Al contrario se è noiosa non si capisce”. Il Santo Padre ha, quindi, ricordato gli insegnamenti di un sacerdote circa l’omiletica: “Un’idea, un’immagine, un sentimento”. E “questo si può fare in cinque minuti. Pensate – ha avvertito Francesco – che psicologicamente la gente non può mantenere l’attenzione per più di otto minuti. Una omelia di otto minuti e ben preparata: con un’idea chiara, un sentimento chiaro e un’immagine chiara”. Il Papa ha concluso con un invito: “La celebrazione eucaristica sia degna, pia, che coinvolga anche l’affetto della gente. E anche nell’omelia”.

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